official page: facebook.com/unpiccoloprestigiatore
director's website: corsini.tv

Genere: Cortometraggio di finzione
Durata: 8 min e 49 sec
Anno e luogo di produzione: 2010, Italia/Germania

Prodotto da: LIMPE
Scritto da: WIGAND LANGE (taz.de/1/leben/buch/artikel/1/der-seltsame-freund/)
Concept/Sceneggiatura/Regia/Fotografia/Montaggio: Ale Corsini
Protagonisti:WIGAND LANGE - MARCO GRIGOLETTO
Executive producer/aiuto regia: MANUEL DREXL
Camera: JONAS BRANDAU
Consulente musicale: DARIO MARIANELLI (imdb.com/name/nm0547050/ en.wikipedia.org/wiki/Dario_Marianelli)
Voce narrante: NORMAN MOZZATO (imdb.com/name/nm0610617/)
Music: Ludwig van Beethoven's Piano Sonata No. 8 in C minor, Op. 13, performed by Alessandro Cesaro, courtesy of Azzurra Music

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“Un piccolo prestigiatore” è il cortometraggio scritto ed interpretato da Wigand Lange, scrittore tedesco che dall’età di 50 anni si trova a fare i conti con il morbo di Parkinson. Rivisitando la sua vera storia sotto forma di fiaba, il cortometraggio narra dello strano incontro di un pianista con un dispettoso nanetto. Le singolari vicissitudini del pianista ci accompagneranno in un viaggio nelle emozioni che accompagnano la dolorosa presa di coscienza della malattia come una parte di sé.

Questo cortometraggio nasce da un'idea di Ale (AIessandro) Corsini (regista del corto) e di LIMPE (Lega Italiana per la lotta contro la malattia di Parkinson, le sindrome extrapiramidali e le demenze) al fine di sensibilizzare, attraverso una storia di finzione di breve durata e facile presa, un pubblico più ampio delle sole persone che direttamente hanno a che fare quotidianamente con il morbo di Parkinson. Si ripropone di farlo allontanandosi di proposito da una prospettiva strettamente scientifica che avrebbe messo al centro della rappresentazione i sintomi ed il decorso della malattia, per invece riportare al centro di essa il parkinsoniano come uomo, con la sua esperienza soggettiva della malattia ed il suo modo peculiare di raffrontarsi ad essa.

Il progetto si è concentrato, sin dalle prime fasi di ricerca e per l'elaborazione dello story concept, sulle storie di vita di parkinsoniani, principalmente raccontate su internet e sui libri, ed ha scelto di coinvolgere Wigand Lange, attore/drammaturgo tedesco ed autore di libri autobiografici sul Parkinson, per la scrittura del soggetto e per interpretare il ruolo di protagonista. I suoi scritti si distinguono per una spiccatissima vena (auto-) ironica e per uno stile narrativo molto particolare, “frammentario” ed ipertestuale, che ben si adattava alla visione del regista.

Queste parevano infatti essere le basi migliori per affrontare il difficile intento di raccontare una malattia così invalidante ad un pubblico non necessariamente interessato al morbo di Parkinson, in maniera originale ma rispettosa della dignità del parkinsoniano, e cercando di rendere le diverse sfaccettature dell’esperienza del confrontarsi con la malattia.

Il cortometraggio si configura come un viaggio nella molteplicità di emozioni che compongono ed accompagnano quel processo doloroso di presa di coscienza, e in parte di accettazione, della malattia come una parte di sé. Dalle storie di vita di parkinsoniani, questo sembrava infatti essere, al di là di ogni ipocrisia, il necessario punto di svolta per passare dalla lotta, estenuante ed impari, per cercare di continuare a condurre la propria vita come prima alla riscoperta di sè stessi e di un rinnovato amore per la vita. Un processo che accomuna il Parkinson ad altre malattie gravi.

Quello che vedrete è il risultato di diversi mesi di lavoro, da maggio a novembre 2010, del piccolo gruppo di lavoro italo-tedesco che ha contribuito al progetto. Un progetto che, date le condizioni di salute dell’autore, ha richiesto ripetute trasferte in Baviera, dove risiede Wigand Lange, per lo sviluppo del soggetto (nato da una stretta collaborazione con il regista) e per le riprese stesse.

Un progetto finanziato da LIMPE che ha però potuto assumere la forma attuale solo grazie al volontariato ed alle condizioni favorevoli offerte dalle molte persone (tra cui anche grossi nomi del settore cinematografico come Dario Marianelli e Norman Mozzato) e strutture private che lo hanno appoggiato.

Un progetto questo, che ancora necessita di sostegno perchè possa raggiungere un pubblico il più ampio possibile.

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