
16^ Dolomiti Superbike 2010
1 year ago
Nel pomeriggio di sabato la grande kermesse della Dolomiti Superbike è iniziata con la gara, tra le vie di Villabassa, dei bambini. Piccoli bikers dai 5 ai 14 anni si sono fronteggiati divisi in diverse categorie di età e sesso. Anche qui gli Arestis hanno lasciato il segno; hanno infatti partecipato alla gara Mattia Boscu, Riccardo Tocco, Francesco e Valentina Zuddas. Sotto lo sguardo attento dei genitori e di noi tifosi (ovviamente di parte) hanno affrontato le rispettive gare con grinta, tenacia e tanto divertimento portandosi a casa una bella medaglia ricordo (almeno loro !!!) e diversi gadget della Milka e della Scott. Complimenti davvero ai nostri bikers del futuro. Nella Val Pusteria il tempo e le temperature per tutta la settimana sono state davvero estive, ma la sera di sabato un temporale ha fatto tremare con i propri tuoni le sicurezze di tanti atleti che prevedevano una gara all’insegna del sole e del caldo. La domenica è finalmente arrivata. La sveglia per tutti è alle 5:30 e la nostra prima preoccupazione è il tempo; ci affacciamo dalla magnifica terrazza del nostro hotel Ratsberg a 1.600 mt e ci tranquillizziamo…sembra buono, perciò dopo una abbondantissima colazione ci rechiamo in bici da Dobbiaco a Villabassa. Il sole non è ancora sorto del tutto, l’aria è frizzante anzi è proprio fredda, le nubi ancora basse creano un effetto nebbia e noi, in sella ai nostri cavalli, ci dirigiamo sul campo di battaglia. Tutti zitti, in silenzio, concentrati, consci di quello che la giornata ci riserva…quelle quattro cime: Prato Piazza (per tutti) più Baranci, Croda Rossa e San Silvestro (per chi fa il giro completo da 119 km con un dislivello totale di 3.882 mt.) ci aspettano con le loro insidie le loro pendenze ed incertezze. Siamo schierati nella nostra griglia insieme a tantissimi altri bikers, in tutto siamo 3.700 tutti ciclisti che vogliono sfidare se stessi, i propri limiti e dire con orgoglio a fine giornata: c’ero anch’io, ce l’ho fatta. Sono le 7:30, tutto è pronto, chi fa stretching, chi controlla per l’ultima volta la bici, chi mangia una barretta….è il grande momento, le griglie partono scaglionate ogni 5 minuti. E’ il nostro turno, ci guardiamo tutti quanti, ci diamo “il cinque”, ci sentiamo uniti in questa sfida……..pronti viaaaaaaa….. è iniziata la 16^ Dolomiti Superbike. Il suono dei migliaia di tacchetti che si attaccano ai pedali è impressionante, iniziamo a sfilare lungo il paese, gli applausi della tantissima gente assiepata sugli spalti nonostante siano le 7:30 del mattino ci danno la spinta giusta, lo speaker della manifestazione ci carica a mille. Il plotone inizia ad allungarsi, dopo un breve tratto di asfalto entriamo nello sterrato, dentro un bosco e davanti a noi e dietro di noi c’è un fiume umano fatto di uomini, donne e biciclette. Ci accingiamo ad affrontare la prima salita quella che in meno di 15 km ci porta da 1.400 mt. sino a oltre 2.100 mt. Mentre saliamo tornante dopo tornante ci giriamo, guardiamo le facce di chi ci supera e di chi superiamo, sentiamo il fiato pesante dei più affaticati e vediamo girare agilmente le gambe dei più allenati; c’è un po’ di tutto qui, diversità di tecnologie delle bici, diversità di preparazioni e forme fisiche e diversità di obiettivi da raggiungere in questa gara….ma una sola cosa accomuna tutti….la passione per la mtb. Arriviamo sulla cima di Prato Piazza al primo GPM (gran premio della montagna) e qui il primo ristoro (saranno tanti uno ogni 10 km con acqua, sali minerali, crostate alla frutta e al cioccolato, barrette, banane, angurie, panini) un vero invito. Ci buttiamo giù verso Carbonin in una lunghissima discesa larga ma tecnica in quanto molto sassosa e questa miete le prime vittime per le forature. Per fortuna tutti noi passiamo questo primo ostacolo indenni tranne il mio gps Garmin che decide senza chiedermi niente di rimanere in vacanza sulle Dolomiti e scende al volo dalla mia bici. Purtroppo mi accorgo solo alla fine della discesa di averlo perso (impossibile tornare indietro) e la lunga salita che dovrei riaffrontare ed il tempo che perderei a cercarlo valgono ben più di 280 euro….perciò a malincuore tiro dritto. Spunta finalmente il sole che inizia a picchiare sui caschi, la temperatura sale velocemente e ci dirigiamo in pianura verso Dobbiaco dove le strade di molti di noi si separano. Svoltano alla deviazione del giro breve da 65 km e giungeranno poi al traguardo ancora sotto un bel sole e nelle seguenti posizioni e tempi: Tiziano in 3:21:36, Gigi in 3:41:54, Roberto e Marco in 4:04:15, Lino in 4:15:51, Amedeo in 4:21:04, Massimiliano in 4:21:16, Tonio in 4:25:15 e i due giovani Alessandro e Michele in 5:13:59.
Tiriamo invece dritti verso i 119 km io, Angelo, Andrea, Luciano, Stefano, Ana e Adriano. La strada davanti a noi è buona ma non facciamo in tempo a far riposare gambe e polmoni che il Baranci ci sbarra la strada. Ha un altezza minore ma molto più ripida. Pedaliamo, pedaliamo, facciamo girare le gambe, ma sono i polmoni a chiedere un attimo di respiro che però non può arrivare sino alla fine dell’ascesa. In cima c’è un altro punto di ristoro, un miraggio, un oasi dove ci fermiamo tutti per ricaricare le borracce, mangiare un boccone e approfittare di una rinfrescata organizzata al volo con una pompa. Poi via di nuovo, giù a testa bassa in una delle discese più tecniche di tutta la gara, terreno molto smosso, radici e pietre appuntite tentano ogni metro di conficcarsi nei nostri copertoni e noi, oltre a cercare di rimanere ben saldi in sella dobbiamo anche schivare queste insidie. Affrontiamo la terza salita, quella di Croda Rossa, che nulla ha da invidiare alle due precedenti in quanto la più lunga. Arriviamo finalmente in cima, dove ci attendono parenti ed amici per sostenerci ed incoraggiarci; siamo soddisfatti per essere arrivati indenni a metà percorso ma purtroppo dobbiamo rinunciare al nostro Presidente che per cause di forza maggiore si deve ritirare. Noi però dobbiamo continuare la corsa e dopo la discesa arriviamo a San Candido al 70° km e approfittiamo di un ristoro volante per ricaricare le energie in vista dell’assalto all’ultima salita. Il caldo ci martella ancora sulla testa come ha fatto per tutta la mattina quando, all’inizio della salita di San Silvestro, accade ciò che tutti noi scongiuravamo ma che i metereologi avevano ampiamente previsto. Il cielo si oscura in pochissimi minuti, il bagliore dei lampi ci inizia ad intimorire ed il rumore dei tuoni si fa sempre più minaccioso. All’improvviso viene giù il diluvio.
Mancano ancora 30 km al traguardo e pedaliamo sotto un fitto acquazzone che a tratti diventa grandine. Arriviamo sulla cima del monte San Silvestro a oltre 1.800 metri, il freddo si fa sentire e noi siamo fradici, tremiamo, battiamo i denti e ci sembra un impresa impossibile affrontare il resto della gara che prevede più discese “freddolose” che salite “riscaldanti”. Al punto di ristoro ci facciamo dare delle buste dell’immondezza che avvolgiamo tra il nostro corpo e la maglietta bagnata…..è una piccola consolazione ma una geniale soluzione. Continuiamo la gara giù per discese dove arriviamo a superare i 60 km/h….ed in breve tempo ci asciughiamo. Dopo l’ultimo single-track tecnico reso ancora più impegnativo dal fango, dall’acqua e dalla semi oscurità del sottobosco arriviamo finalmente a Villabassa e tra gli applausi dell’ancora numerosissimo pubblico tagliamo il tanto atteso e desiderato traguardo nel seguente ordine: Andrea 7:37:15, Adriano 7:41:46, Luciano 7:53:34, io e Ana 7:54:16, Stefano 8:40:00. E così la mitica Dolomiti Superbike è stata domata ! Nel fare rientro a casa restano ancora un po’ doloranti le gambe dopo i tanti km affrontati, resta ancora il fiato un po’ corto dalla fatica patita, ma nel cuore di tutti noi restano soprattutto impresse le immagini dei fantastici paesaggi che abbiamo attraversato e la soddisfazione per aver portato a termine una gara così dura ed impegnativa come questa…. e subito passa in secondo piano qualsiasi altra cosa.
Un ringraziamento particolare va fatto al Presidente della Dolomiti Superbike Kurt Ploner ed a tutto il suo staff (nessuno escluso) per l'ottima organizzazione di questa bellissima manifestazione, per averci permesso anche quest'anno di posizionare il nostro gazebo e per aver fatto si, ancora una volta, che questa gara sia stata unica ed indimenticabile .
A questo punto, giusto per non stare indietro con il passo, non ci resta che pensare già a quale altra nuova sfida affrontare consapevoli del fatto che niente è impossibile se a muoverci c’è la determinazione, la forza interiore e la passione per la mtb….e queste tre doti state pur certi che non mancano in nessuno di noi.
NICOLA EPICUREO
Tiriamo invece dritti verso i 119 km io, Angelo, Andrea, Luciano, Stefano, Ana e Adriano. La strada davanti a noi è buona ma non facciamo in tempo a far riposare gambe e polmoni che il Baranci ci sbarra la strada. Ha un altezza minore ma molto più ripida. Pedaliamo, pedaliamo, facciamo girare le gambe, ma sono i polmoni a chiedere un attimo di respiro che però non può arrivare sino alla fine dell’ascesa. In cima c’è un altro punto di ristoro, un miraggio, un oasi dove ci fermiamo tutti per ricaricare le borracce, mangiare un boccone e approfittare di una rinfrescata organizzata al volo con una pompa. Poi via di nuovo, giù a testa bassa in una delle discese più tecniche di tutta la gara, terreno molto smosso, radici e pietre appuntite tentano ogni metro di conficcarsi nei nostri copertoni e noi, oltre a cercare di rimanere ben saldi in sella dobbiamo anche schivare queste insidie. Affrontiamo la terza salita, quella di Croda Rossa, che nulla ha da invidiare alle due precedenti in quanto la più lunga. Arriviamo finalmente in cima, dove ci attendono parenti ed amici per sostenerci ed incoraggiarci; siamo soddisfatti per essere arrivati indenni a metà percorso ma purtroppo dobbiamo rinunciare al nostro Presidente che per cause di forza maggiore si deve ritirare. Noi però dobbiamo continuare la corsa e dopo la discesa arriviamo a San Candido al 70° km e approfittiamo di un ristoro volante per ricaricare le energie in vista dell’assalto all’ultima salita. Il caldo ci martella ancora sulla testa come ha fatto per tutta la mattina quando, all’inizio della salita di San Silvestro, accade ciò che tutti noi scongiuravamo ma che i metereologi avevano ampiamente previsto. Il cielo si oscura in pochissimi minuti, il bagliore dei lampi ci inizia ad intimorire ed il rumore dei tuoni si fa sempre più minaccioso. All’improvviso viene giù il diluvio.
Mancano ancora 30 km al traguardo e pedaliamo sotto un fitto acquazzone che a tratti diventa grandine. Arriviamo sulla cima del monte San Silvestro a oltre 1.800 metri, il freddo si fa sentire e noi siamo fradici, tremiamo, battiamo i denti e ci sembra un impresa impossibile affrontare il resto della gara che prevede più discese “freddolose” che salite “riscaldanti”. Al punto di ristoro ci facciamo dare delle buste dell’immondezza che avvolgiamo tra il nostro corpo e la maglietta bagnata…..è una piccola consolazione ma una geniale soluzione. Continuiamo la gara giù per discese dove arriviamo a superare i 60 km/h….ed in breve tempo ci asciughiamo. Dopo l’ultimo single-track tecnico reso ancora più impegnativo dal fango, dall’acqua e dalla semi oscurità del sottobosco arriviamo finalmente a Villabassa e tra gli applausi dell’ancora numerosissimo pubblico tagliamo il tanto atteso e desiderato traguardo nel seguente ordine: Andrea 7:37:15, Adriano 7:41:46, Luciano 7:53:34, io e Ana 7:54:16, Stefano 8:40:00. E così la mitica Dolomiti Superbike è stata domata ! Nel fare rientro a casa restano ancora un po’ doloranti le gambe dopo i tanti km affrontati, resta ancora il fiato un po’ corto dalla fatica patita, ma nel cuore di tutti noi restano soprattutto impresse le immagini dei fantastici paesaggi che abbiamo attraversato e la soddisfazione per aver portato a termine una gara così dura ed impegnativa come questa…. e subito passa in secondo piano qualsiasi altra cosa.
Un ringraziamento particolare va fatto al Presidente della Dolomiti Superbike Kurt Ploner ed a tutto il suo staff (nessuno escluso) per l'ottima organizzazione di questa bellissima manifestazione, per averci permesso anche quest'anno di posizionare il nostro gazebo e per aver fatto si, ancora una volta, che questa gara sia stata unica ed indimenticabile .
A questo punto, giusto per non stare indietro con il passo, non ci resta che pensare già a quale altra nuova sfida affrontare consapevoli del fatto che niente è impossibile se a muoverci c’è la determinazione, la forza interiore e la passione per la mtb….e queste tre doti state pur certi che non mancano in nessuno di noi.
NICOLA EPICUREO
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