Blockhaus.
"Too Close To Heaven" ( Troppo vicino al Cielo) cantavano i Waterboys nel loro omonimo album del 2001, ed è propio questa la sensazione di improvviso e piacevole stordimento che avverto anch'io mentre affronto l'ennesimo tornante che mi porta in cima.
La montagna, nota piu' ai ciclisti e per questo particolarmente temuta, presenta un dislivello di 2068 m. e una pendenza del 7,3 %, dalla cima si gode di un’ampia veduta sulla costa, si vede il golfo di Vasto a sud e una lunga parte di litorale a nord di Pescara.
E volgendo lo sguardo a nord si vede il Gran Sasso e l’inizio della piana di Campo Imperatore. Sempre dal mondo dei ciclisti sento dire che è stato completamente rimosso il manto d'asfalto a partire dal Rifugio Pomilio (circa 1900 m.).
I possibili fronti di ascesa sono tre, Roccamorice (Pe), Lettomanoppello (Pe) e Fara Filiorum Petri (Ch)
Dopo aver letto che quella di Roccamorice è quasi tutta esposta al sole decido per questa.
Lasciato il paese mi rendo presto conto che la strada è un semplice viottolo asfaltato dal fondo molto sconnesso e insidioso, ma la giornata è bella e luminosa e quindi altri pericoli non ce ne sono. Piu' km. lascio alle mie spalle e piu' il panorama diventa roccioso ed arido.
Mancano dei veri punti di riferimento, pochissimi guardrail, e quindi riesco ad individuare
la esatta direzione della curva o di alcuni tornanti solo quando vi arrivo proprio a ridosso.
Procedo con attenzione mista ad emozione, il panorama circostante mi lascia senza fiato, mi ritovo parte di una dimensione unica e surreale, dove non c'è niente e nessuno se non natura pura e incontaminata.
Anche la neve fa la sua comparsa al bordo della strada, e all'uscita dall'ennesimo tornante, a quota 1.100 m, purtroppo anche sulla sede stradale stessa.
Spengo il motore, scendo dalla moto per meglio verificare, ma sono sufficienti due soli passi per capire che la mia ascesa alla vetta è terminata.
I miei piedi sprofondano nella neve fin oltre le caviglie, e non è il caso di gesti di insano eroismo, se dovessi cadere o impantanarmi nella neve non vi è anima viva nel raggio di km., ed è impensabile pensare al passaggio di qualsivoglia mezzo su questa strada che collega il niente col nulla.
Dopo attenta manovra, ridiscendo giu' in paese piuttosto deluso, ma decido che è il momento di utilizzare, dopo il GPS, anche l'ormai famoso "GDP" (GenteDelPosto), e cosi', al ragazzo del bar che mi porge un caldo e schiumoso cappuccino chiedo informazioni.
Mi suggerisce di passare per Lettomanoppello per poi salire da Passo Lanciano.
Seguo le sue indicazioni e mi ritrovo di nuovo per strada, questa volta un po' piu' ampia e, purtroppo, trafficata. Si tratta della via di comunicazione verso le piste da sci, e visto che è sabato, la presenza di auto in strada è piuttosto massiccia.
E' il versante "consumistico" della montagna, gradevole da percorrere in moto, ma io continuo a pensare al fronte di Roccamorice, incredibilmente isolato da tutto il resto, e capace di procurarmi intense sensazioni.
Ancora pochi km. ed anche qui la neve diventa un ostacolo insormontabile, strada chiusa, il GPS segnala quota 1690 m., ne mancano circa 400 ancora, ma oltre non è posiibile andare.
Il tempo di rilassarmi pigramente al sole, godere dello straordinario panorama e si torna a casa.
Per arrivare fin su al Blockhaus dovro' aspettare ancora. Ma lo spirito, per oggi, è di nuovo rinfrancato.