Belgium/Italy - 2010/2011

Directed and edited by: Tommaso Pedone

Performer: Lies Serdons

Actor: Dino Arteconi

Music: Daina Dieva

AtomycArt Production

Independent film which is a tribute to the controversial female Federico Garcìa Lorca character Yerma. Filmed in both Belgium and Italy, performed by the belgian butoh theatre's performer, Lies Serdons, the project want to tell the tale of Yerma’s manifest musings and interior monologues in visual terms. Originally conceived and directed by Tommaso Pedone as a contemporary art mix, it ties the dramatic silence and spirituality of Japanese Butoh theatre to Lorca’s expressive Spanish warmth, at the same time eliminating socio-geographic references to get to the core poetics expressed as universal images.

The difference from Lorca lies in the paradoxical image of the protagonist’s “impossible” pregnancy. Yerma wants the child which she is already expecting, asking for that which she already has. In a growing momentum of wishes and images of her desire, the central thesis of the film unfolds. The intimate drama of the Spanish writer for the director becomes a contemporary metaphor: woman, "all-powerful mother" of humankind, expresses her natural drive to give birth, whilst at the same her modern sensibilities prevent her from noticing that Life is all around, both within and without, trapped, as we all are, by the unending search for the idea of desire itself.

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Lungometraggio indipendente che rende omaggio al controverso personaggio femminile di Federico Garcìa Lorca. Realizzato tra Belgio e Italia, interpretato dalla performer di teatro butoh Lies Serdons, di origine belga, il progetto nasce dalla volontà di raccontare visivamente i monologhi interiori e quelli manifesti dell'animo di Yerma. Ideato e diretto da Tommaso Pedone come contemporaneo mix di derivazioni artistiche, unisce infatti il tragico silenzio e la spiritualità del teatro butoh giapponese al calore espressivo e drammatico del testo dello spagnolo Lorca, reinterpretati in una collaborazione italo-belga che vuole eliminare ogni punto di riferimento socio-geografico per arrivare ad una visione poetica universale per immagini.

Il punto di vista differente rispetto all'originalità del testo lorchiano é la tesi paradossale raffigurata nella gravidanza "impossibile" della protagonista. Yerma vuole un figlio che già aspetta, chiede quello che non si accorge già di avere. In un ciclico scorrere di desideri e raffigurazioni del desiderio stesso si dipana la tesi centrale del progetto. Il dramma intimista del poeta spagnolo diventa per il regista metafora contemporanea: la donna, "grande madre" del genere umano, esprime la sua naturale voglia di dare vita, ma anche l'incapacità moderna di accorgersi della vita che si ha intorno e dentro di sé, intrappolati nell'infinita rincorsa dell'idea del desiderio.

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