Marta, 12 anni, vive a L’Aquila, dove tutti la conoscono con il soprannome “Terremoto”. Dopo la notte del 6 aprile 2009 nessuno riesce a chiamarla più così. Il terremoto l’ha trasformata e non solo nel nome.

Un anno dopo l’evento, Marta e la sua classe si dedicano all’allestimento di una mostra in occasione del primo anniversario del terremoto che ha colpito la sua città. Attraverso una serie di esperienze e di incontri, Marta si trasforma da ragazzina in giovane adulta diventando sempre più consapevole. Non si rassegna al fatalismo e alla paura, ma impara che quel rischio è una caratteristica di un territorio dove il terremoto, prima o poi, ritorna e che dal terremoto possiamo difenderci costruendo case sicure e preparandoci prima.

«Non chiamarmi terremoto», una docu-fiction che usa un linguaggio narrativo per raccontare e spiegare cos'è un terremoto e cosa possiamo fare per ridurne gli effetti, è stata prodotta da formicablu assieme a Ethnos film e a EDURISK, un progetto educativo per la riduzione del rischio.

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