Al centro di una stanza buia una gabbia per uccelli scende dal soffitto; è illuminata soltanto dal fascio bianco del proiettore, la sua ombra giganteggia immobile su una delle quattro pareti. La gabbia è posta leggermente sopra le teste dei visitatori che sono chiamati a toccarla e a scuoterla per attivare l’installazione.
Il gesto non è analizzato nel mondo reale ma nella sua rappresentazione nel mondo delle ombre; lo spettatore agisce sulla gabbia ma la reazione si concretizza nel mondo impalpabile delle ombre, richiamando un rapporto simile a quello di metessi tra il mondo reale e quello delle idee.
Le idee e i pensieri spronati dallo spettatore escono dalla gabbia e si concretizzano nell’ombra di un uccellino che vola verso la libertà appena acquisita.

Loading more stuff…

Hmm…it looks like things are taking a while to load. Try again?

Loading videos…