Sabato 19 Aprile 2008.
Puo' essere uno degli effetti collaterali di questa nostra passione. E quando capita l'importante è non riportare danni, come, per fortuna, è accaduto nel mio caso.
Avevo gia' percorso 70 km.,scendevo dal Passo del Diavolo in direzione Pescasseroli, nel cuore del Parco Nazionale d'Abruzzo, una delle mie strade preferite che conosco ormai a memoria. Circa 10 anni fa, all'altezza di una delle ultime curve prima del lungo rettilineo che conduce a Pescasseroli, vi fu una grossa frana che sbarro' completamente la sede stradale per circa 100 metri. Nel tempo si riusci' ad aprire una singola carreggiata, controllata nel periodo estivo da un semaforo mobile, per il passaggio alternato nei due sensi di marcia. Insomma una di quelle deviazioni cosidette provvisorie che pero' diventano definitive,
Nell'ultimo anno l'avro' percorsa almeno 6 volte, (tra cui Motostaffetta, Pasquetta, Ferragosto, con GW quando ci incontrammo) e il fondo era si' malmesso, ma sempre compatto e facilmente percorribile anche nei giorni di forti piogge. Cosi' anche ieri, appena prima di questa curva, ho lasciato il gas rallentando come al solito, ma quello che mi si è presentato sotto le ruote questa volta era molto diverso. ll fondo era asfaltato in modo approssimativo, e la fettuccia di sede stradale disponibile era invasa da un liquame di fango proveniente dalla annessa collinetta nata dalla vecchia frana sulla sinistra. Malgrado procedessi a circa 40 kmh, ho capito subito che non era il caso nè di frenare nè di accelerare, la speranza era quella di tentare di "galleggare" su quella infida melma in attesa di ritrovare di nuovo aderenza, ma era impossibile, nessun mezzo a due ruote sarebbe rimasto in piedi su quel fondo. Quando dopo l'anteriore anche il posteriore si è imbarcato sono stato disarcionato di sella per cadere pesantemente qualche metro piu' avanti.
Il tempo di realizzare che il mio completo Spidi aveva svolto al meglio il proprio compito protettivo (neanche una piccola contusione) è stata un'impresa tirare su il B.650 (268 Kg. a secco !) con i piedi che scivolavano all'indietro nel fango . E una volta riuscito nel mio compito, altrettanto arduo è stato non cadere di nuovo nel tentativo di venire via da quella micidiale piscina di fango.
Comunque me la cavo con uno specchietto rotto e null'altro, alla grande insomma.
Domattina chiamero' il comune di Pescasseroli, non si possono lasciare aperti al traffico 100 metri di strada in quelle condizioni.
Combinazione vuole che erano gia' 20 minuti che registravo la mia uscita, e quindi la mia speriamo ultima caduta è impressa su SD.
Riporto qui il filmato, ma solo per dare credito a tutti coloro che, come me, raccomandano sempre l'uso di un abbigliamento adeguato.
Se penso che l'ultima volta ero passato in jeans, mi vengono i brividi.