Un percorso nel quale muoversi fra identità e stereotipi, maschere e mascotte, branchi e anomalie. Si deve immaginare di entrare in un ambiente in cui strutture e segni artistici suggeriscono di muoversi con cautela e curiosità.
Il messaggio non si percepisce a prima vista ma. Al contrario, attraverso i forti contrasti rappresentati si è condotti a mettersi in condizione di cogliere gli “stereotipi rovesciati”.

Gli animali sono i protagonisti. “Pretesti” stilistici, modelli che prestano forme e caratteristiche al quesito principale: una riflessione sul legame fra immagine ed identità.
L’identità come costante interrogativo. Maschere-animali e animali mascherati: le bestie vivono e strut- turano lo spazio, caratterizzanti e caratterizzate da attitudini e comportamenti non “convenzionali”, provo- catori, non previsti o prevedibili ma non per questo privi di etica.
Dell’ animale si considera primariamente la sua valenza simbolica, il suo tratto caratterizzante, e da li la ricerca di una sottile provocazione: il soggetto è rappresentato dotato di una sorta di capacità “riflessiva” grazie alla quale svilupperà la possibilità di uscire dal branco. Il suo, dunque, non sarà mero gesto dettato dall’istinto di sopranivenza ma anche dettato da un’ Etica volta alla “cospirazione”: L’istinto, semmai sarà quello di una ricerca dell’alternativa.

L’habitat “ideale” di questo concetto è quello in cui si percepisce la presenza di un orizzonte praticabile e nuovo, cioè privo di preconcetti convenzionali. Un luogo/spazio in cui costruire: uscendo dalla convenzione, costruire l’alternativa.
L’ habitat “reale” in cui si materializza è individuato nello spazio e nel concept di Profilexpo: nella costruzione di questa mostra si è instaurato un effettivo intreccio fra RGB e Profile ed è avvenuta una evidente contaminazione.
L’ idea di Pro di “reazione” alla grande distribuzione e di particolare attenzione alla costante ricerca di nuovi linguaggi espressivi e artistici (facendo propria la continua evoluzione suggerita da essi) ha effettivamente ispirato le produzioni ed il messaggio di questa mostra.

RGB ha accolto il suggerimento di concepire Profilexpo come un contenitore/laboratorio ed ha costruito un percorso che simboleggia la volontà e la necessità di dover nuotare dentro nuove correnti per uscire dalle acque torbide del mercato e del messaggio di massa.

Con questa esposizione si vuole indagare il significato che acquista oggi la rappresentazione degli animali, sia seguendo il filone espressivo di una ricerca che fa parte della tradizione artistica e naturalistica, che esplorando le possibilità di una nuova visione. Che cosa può esprimere l’ animale oggi? Esso può ancora essere metafora della nostra natura inconscia, dell’irrazionale e del mistero?

Un enorme zoo senza carcerati, che ci mostra strane creature, nel quale guardare ed essere ri-guardati in un gioco ironico di sguardi incrociati in cui finiamo per riconoscere noi stessi. Un bestiario moderno, in cui gli animali celano le volontà espressive di ogni singolo artista e che, come maschere, si mostrano , ci mostrano, ci rappresentano.

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