
Quella luce blu. La vita di Marie Curie
1 month ago
“È la sola cosa che mi importi” dice Maria Sklodowska Curie del suo lavoro.
Una Marie Curie spettrale, quasi evocata dalla figlia Irene, che asseconda con affetto il suo delirante dialogo con una vecchia radio, che riporta stralci di un’ intervista che ripercorre i passaggi cruciali della sua vita, del suo lavoro, e solleva questioni di massima importanza come la responsabilità dello scienziato nei confronti dell’umanità intera.
Uno spazio scenico in cui si rendono concreti il pericolo e la minaccia che rappresentano le scoperte delle due scienziate.
Perno dello spettacolo è l’aspetto umano della scienziata, il suo sforzo di abbattere i pregiudizi sull’attività di una donna in un ambiente che tuttora, ma soprattutto all’epoca, era prevalentemente maschile.
La Marie della Cerrato e Crismani diventa, nella nostra messa in scena, un personaggio pirandelliano, che si rivolge agli spettatori e all’autrice con la stessa amarezza dei Sei Personaggi: “E si vorrebbe che adesso, qui, in questo luogo, io, e tu, e altri, rivivessimo in breve tempo le nostre esperienze di anni, profonde, entusiasmanti, faticose. Ah! la fatica! Questo solletica molto la curiosità della gente!”
Marie Curie si ribella a chi investiga con voyeurismo la sua vita: “Compito della scienza è indagare le cose, non le persone”, ma lascia fluire i ricordi della sua ricerca come fosse il racconto d’una storia d’amore.
Una Marie Curie spettrale, quasi evocata dalla figlia Irene, che asseconda con affetto il suo delirante dialogo con una vecchia radio, che riporta stralci di un’ intervista che ripercorre i passaggi cruciali della sua vita, del suo lavoro, e solleva questioni di massima importanza come la responsabilità dello scienziato nei confronti dell’umanità intera.
Uno spazio scenico in cui si rendono concreti il pericolo e la minaccia che rappresentano le scoperte delle due scienziate.
Perno dello spettacolo è l’aspetto umano della scienziata, il suo sforzo di abbattere i pregiudizi sull’attività di una donna in un ambiente che tuttora, ma soprattutto all’epoca, era prevalentemente maschile.
La Marie della Cerrato e Crismani diventa, nella nostra messa in scena, un personaggio pirandelliano, che si rivolge agli spettatori e all’autrice con la stessa amarezza dei Sei Personaggi: “E si vorrebbe che adesso, qui, in questo luogo, io, e tu, e altri, rivivessimo in breve tempo le nostre esperienze di anni, profonde, entusiasmanti, faticose. Ah! la fatica! Questo solletica molto la curiosità della gente!”
Marie Curie si ribella a chi investiga con voyeurismo la sua vita: “Compito della scienza è indagare le cose, non le persone”, ma lascia fluire i ricordi della sua ricerca come fosse il racconto d’una storia d’amore.
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