LUCI DI INGANNI
Videoenvironment/Videoambiente, 1982
Milano, Showroom ARC-74

studioazzurro.com

ENG
“The old pond, oh! – a frog leaps in –that watery sound”. The first video environment is created like a haiku: a number of videos have been placed in a space cloacked in semidarkness, with lights grazing the ground, focused on the objects on show, objects that these videos “transform into image”. Each screen is treated like a miniature theatre in which the real object is reflected, with the aim of setting up an ongoing interrelationship between the space within the screen and the one outside it, between the physical stillness of the object and the changing nature of the represented image. A path strewn with minor deceptions, a way of highlighting the expressive use of the video medium.

ITA
«Il vecchio stagno, ah! – una rana salta dentro – dell’acqua il suono». Come un haiku nasce la prima "videoambientazione": in uno spazio immerso nella semioscurità, con luci profilate a terra e puntate sugli oggetti, sono inseriti i video che "mettono in immagine" alcuni oggetti in mostra. Ciascuno schermo è trattato come lo spazio di un teatrino nel quale l’oggetto reale si rispecchia, con l’intento di creare un dialogo continuo tra il dentro e il fuori dello schermo, tra la staticità fisica dell’oggetto e la mobilità dell’immagine rappresentata. Un percorso di piccoli inganni, che vuole evidenziare la possibilità di un uso espressivo del video.

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