AVETE mai notato che molti organismi vegetali hanno strutture spiraliformi? Sulla buccia dell'ananas, per esempio, si possono riconoscere 8 spirali che vanno in un senso e 5 o 13 nell'altro. Se osservate il modo in cui sono disposti i semi del girasole potreste contare 55 spirali che ne incrociano 89, se non di più. Troverete spirali anche nel cavolfiore. Una volta che avrete iniziato a notare queste strutture forse andare dal fruttivendolo o dal fioraio diventerà più interessante. Perché le piante si sviluppano in questo modo? Il numero delle spirali ha qualche significato?
Immaginate di dover tracciare il progetto di una pianta in modo tale che i nuovi organi si dispongano attorno a un punto centrale ottimizzando lo spazio. Supponete di far sviluppare ogni nuovo primordio in una direzione che sia a due quinti di angolo giro da quella del primordio precedente. Dopo il quinto primordio incontrereste un problema: tutti gli altri si svilupperebbero sullo stesso punto e nella stessa direzione di primordi già esistenti. Si disporrebbero in file lasciando degli spazi inutilizzati.
In realtà qualsiasi frazione semplice di un angolo giro creerebbe delle file anziché una sistemazione ottimale. Solo il cosiddetto "angolo aureo", di circa 137,5 gradi, dà luogo a una sistemazione idealmente compatta dei nuovi organi. Cos'ha di particolare quest'angolo?
L'angolo aureo è ideale perché non può essere indicato da una frazione semplice dell'angolo giro. La frazione 5/8 va vicino al suo complemento all'angolo giro, 8/13 ci va più vicino e 13/21 ancor di più, ma nessuna frazione semplice può esprimere esattamente la cosiddetta proporzione aurea. Perciò, se dal meristema ogni nuovo organo cresce in una direzione che forma l'angolo aureo con quella dell'organo precedente, non ci saranno mai due organi che crescano esattamente nella stessa direzione.
Quindi, invece di disporsi a raggiera, i primordi formeranno delle spirali.
Simulando al computer l'accrescimento dei primordi da un punto centrale, si osserva un fatto interessante: si possono individuare delle spirali solo se l'angolo tra le direzioni in cui si sviluppano i nuovi organi è fissato con un alto grado di precisione. Basta scostarsi dall'angolo aureo anche solo di un decimo di grado e l'effetto sparisce.
È interessante notare che, quando gli organi si sviluppano secondo l'angolo aureo, il numero di spirali risultanti coincide in genere con uno dei numeri della cosiddetta successione di Fibonacci. Questa fu descritta per la prima volta nel XIII secolo da Leonardo Fibonacci, un matematico pisano. Nella successione di Fibonacci ogni numero che segue l'1 è uguale alla somma dei due precedenti: 1, 1, 2, 3, 5, 8, 13, 21, 34, 55 e così via.
Nei fiori di molte piante che presentano una struttura spiraliforme il numero dei petali spesso corrisponde a uno dei numeri di Fibonacci. Come qualcuno ha fatto notare, il ranuncolo ha di norma 5 petali, la sanguinaria 8, il Senecio madagascariensis 13, l'aster 21, la margherita dei prati 34 e l'Aster novae-angliae 55 o 89.
Anche frutti e ortaggi hanno spesso caratteristiche riconducibili ai numeri di Fibonacci. Ad esempio la sezione delle banane è una figura con cinque lati.
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Alla luce delle prove esistenti è assolutamente ragionevole, addirittura scientifico, credere che siamo il risultato di un progetto intelligente. In ultima analisi è l'evoluzione, non la creazione, a richiedere una grossa dose di fede cieca e a pretendere che si creda nei miracoli senza nessuno che li faccia.
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Dopo aver esaminato gli altri video di questo canale senza dubbio sarai convinto che le prove depongono a favore della creazione. E una volta che avrai approfondito la questione usando le tue facoltà di ragionare ti sentirai più sicuro nel difendere le tue convinzioni di fronte agli atei.

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