Con questo spettacolo la Compagnia LABit è tornata a parlare del grande pittore viennese Egon Schiele, dopo diversi studi incentrati sulla sua figura e sul periodo storico. In Ogni cosa viva si parla del suo mondo concettuale, della sua vita, della sua complessa personalità. A conclusione di 5 anni di studio (dopo gli spettacoli Peste: 1918 – a sua volta diviso nei due studi Grattami e Guardami – e lo spettacolo Kafka) LABit porta in scena la figura di Egon Schiele, affiancato da un personaggio femminile (che sarà, di volta in volta, moglie, modella e amante) attraverso un testo inedito, scritto dal regista e interprete Gabriele Linari, ispirato agli scritti e alle lettere dall'Artista, in bilico tra sogno, opera e realtà. I quadri prenderanno vita, la vita prenderà la forma della Morte, e la Morte sarà la presenza/assenza, il filo conduttore di un'esistenza breve ma intensa, piena di contraddizioni.

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