Titolo: TATAU
Autori: ANDREA FOSSATI, RUBEN FRISO, LARA GALAVOTTI
Musiche: GIUSEPPE COMMODARI
Voce: DANIELE GIULIETTI
Anno: 2008/2009
Durata: 20’ circa

“Le creature ibride sono fra noi. Le creature ibride sono più vicine di quanto pensiate.”

La tematica da cui prende il via lo studio e la realizzazione di questo video è quella dell’ibridazione, e quindi dell’ibrido. Fenomeno questo, e di conseguenza i suoi esseri risultanti, che nella società contemporanea appare più che mai vivo e attuale, oggetto di studio della sociologa Betti Marenko, i cui testi “Ibridazioni” e “Segni Indelebili” ci hanno fornito il materiale critico-analitico di partenza su cui si basa l’intero studio del video.

Nel vastissimo spettro di possibilità che la tematica dell’ibrido offre, il tatuaggio come forma ibridatoria contiene a sua volta un sottotema di rilevanza quasi archetipica: il rito di passaggio o di iniziazione.
Il titolo del video “TATAU” si rifà alla parola onomatopeica, in un’espressione dialettale del Borneo, che indica il suono del martelletto con cui il tatuatore picchia sull’asta dell’ago per aiutarlo a penetrare nella pelle. Il recupero del nome “locale” del tatuaggio è dovuto alla volontà di eludere dalla concezione moderna, ormai semplicistica, del tatuaggio come atto puramente ornamentale e di ritornare al suo significato ancestrale più forte: quello appunto del rito iniziatico, con tutta la simbologia che ne deriva.
È proprio in questo senso che il tatuaggio prende la funzione di mezzo ibridatorio: non solo fonde assieme l’essere in sé e quello evoluto, pronto e proiettato nel suo futuro sociale, ma nello stesso tempo rende il corpo “trasduttore universale”, tale per cui “i segni del/sul corpo sono la ricomposizione della frattura tra significante e significato, agiscono da catalizzatore potente in grado di ricostruire un’unità credutasi persa…”.
Questi due aspetti sono scissi ma collegati assieme allo stesso tempo, l’uno entità causale dell’altro, in un movimento circolare continuo che risulta essere loro valore somma. In sostanza non esiste testimonianza del rito senza il corpo segnato e non può esserci unione fra significante e significato senza aver superato il rito.

Il rito iniziatico offre una serie di simboli archetipici che appaiono protagonisti nel video.

1. LA PURIFICAZIONE. Simboleggiata in questo caso dall’atto di detergere la pelle, dal vomito e dalla muta (quest’ultima con un’accezione leggermente diversa). La purificazione ha qui la funzione di mettere l’iniziato nella condizione di ricevere il nuovo sé, senza le contaminazioni del vecchio. La pulizia della pelle elimina le impurità, il vomito crea una situazione di vuoto interno, così da offrire una sorta di tabula rasa, in cui, ex-novo, creare qualcosa di diverso. In particolare la muta, fenomeno presente nel mondo animale, elimina proprio quell’elemento, la pelle, già vecchio, attraverso cui poi sarà riconoscibile e attestabile il cambiamento. Uno spogliarsi di un significato per poter così risignificare, “solo su questa superficie resa così vergine può sorgere un nuovo senso”.

2. IL DESIDERIO. Ovvero la fiala che viene autonomamente prodotta e materializzata dal corpo. “Il corpo contemporaneo è un corpo fluttuante che muta come sospinto dalla forza indomabile del desiderio. Il corpo contemporaneo è un corpo che con il suo fluttuare ribadisce l’affermazione della forma della differenza sull’informe dell’equivalente. Quando il desiderio si fa carne, il corpo diviene l’espressione polimorfa e poliedrica di una mutazione epocale che lo ri-definisce come esito sostanziato di un progetto immaginifico che ha più parentele con l’onirico che con il noioso razionalismo logico sequenziale.”

3. IL BUCO. Simbolo che rimanda immediatamente alla sessualità, la procreazione e quindi la nascita, primo e vero rito di passaggio dell’essere vivente. È la copula che collega ma divide i due stadi, i due luoghi dell’essere, il passaggio obbligatorio dal prima al dopo e da tutto ciò che ne deriva. È attraverso l’individuazione del buco che l’essere individua la direzione, quindi l’obiettivo e intraprende il movimento, l’atto che lo porterà avanti. “Procurare un buco, nel corpo, laddove un buco non esisteva, quindi creare un orifizio supplementare, forma un ulteriore punto di destabilizzazione del corpo, luogo dove energie possono transitare liberamente, luogo dove i confini tra esterno e interno vengono vieppiù confusi. […] Creare nella carne un buco significa penetrare il segreto, dare vita a un’istanza d apertura e sbocco vicendevole dell’apparato interno con l’esterno. Significa aprire un canale di trasmissione fluida che scorre su una super highway sfumata e dai contorni indistinti.”

4. IL FUNERALE. Il rito nel rito: il saluto del vecchio per poter accogliere il nuovo. Un riconsegnare la materia morta al suo utero primitivo per ricollocarlo con funzione altra nell’eterno ciclo delle cose. In più la volontà di segnare un passaggio fondamentale, di sottolinearlo con la sacralità che gli si deve.

5. LA TRANS-FUSIONE. Il momento culminante in cui dal protagonista comincia a scorrere un rivolo di sangue bianco, il momento in cui la scenografia da nera diventa bianca. È il nuovo scorrere dal quel “buco”, la manifestazione del compimento del passaggio. “Come alambicco portentoso in cui ha luogo la trasformazione alchemica degli elementi, il corpo è il filtro universale che distilla la cultura e ne cattura il precipitato in natura, e viceversa, trasmutando la natura in cultura.”

6. LA NASCITA. Simbolo che in sé racchiude ogni rito di passaggio, essendone il primo in ordine logico e cronologico. Il protagonista dopo essersi purificato, essersi staccato dal suo vecchio sé, ed essersi sottoposto alla sua stessa trasformazione alchemica, nasce nuovo, dalla Madre Terra, ri-nasce e rialzandosi, nuovo, ripercorre i primi passi del suo nuovo essere.

7. L’EPIFANIA. Il protagonista iniziato, eroe del suo stesso racconto, non esiste se non prende esso stesso coscienza di sé. Da qui lo specchio che si presta come mezzo immediato per la sua autocoscienza, così come vuole la metafisica del soggetto di Fichte.

8. IL PASTO. Ovvero il primo ed imperituro gesto per la vita. Quando un essere vivente vuole vivere deve cibarsi. È un atto quotidiano di celebrazione della vita e di autocelebrazione, semplice e banale quanto fondamentale.

La struttura del video è rigorosamente costruita su un complesso schema simmetrico svolto su tre livelli narrativi ben differenti. La simmetria dello schema rispecchia la volontà di, da una parte, mantenere un impianto rigoroso e motivato, dall’altra di offrire un percorso ascendente e discendente che culmini al centro tempistico e logico della narrazione.
I tre livelli di narrazione corrispondono a tre diversi livelli percettivi:
a) dimensione reale
b) dimensione rituale-immaginifica
c) dimensione simbolico-onirica
In particolare il primo livello narrativo, quello reale, è proprio la creazione progressiva del tatuaggio, unico evento concreto. Non a caso avviene in un ambiente “neutro”, quanto più possibile oggettivo ma allo stesso tempo anonimo, insinuandosi in medias res fra gli altri eventi immaginifico-onirici.
La dimensione rituale-immaginifica comprende i due blocchi, costituiti da tre scene ciascuno, posti in apertura e chiusura del video. I gesti in essa contenuti, collocati in una dimensione senza tempo, sembrano voler ridare dignità e valore rituale al tatuaggio, proprio quel valore oggi quasi irrimediabilmente perduto.
L’ultima dimensione, quella simbolico-onirica, ripercorre le tappe, simboliche appunto, del rito e si alterna alla dimensione reale. A differenza del livello precedente, però, queste scene coinvolgono a pieno il protagonista in azioni complete e chiuse in sé stesse ma che si susseguono logicamente. In questo caso le scenografie prevedono ambienti stilizzati ma ricchi di significato, collocati nel solito setting monocromatico e senza tempo.
Per quanto riguarda la durata delle scene ricorre il numero 3: 9 secondi (3x3) per le scene del primo livello, 30 secondi per quelle del secondo livello e 3 minuti per quelle del terzo livello. La scelta di rendere ricorrente il numero 3 è da ricercare nel suo significato simbolico. In esso vi sono i tre momenti: passato, presente, futuro. Ciò che era, si ritrova ad essere e quindi sarà.

“Ho dato vita ad una creatura ibrida.
Una creatura che consapevolmente sceglie la soglia come stato perpetuo di esistenza.”

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