SETTIMA PUNTATA DELLA RUBRICA IN CUI SI "RECENSISCONO" OPERE CINEMATOGRAFICHE DEL PASSATO PROSSIMO
"Vertigine" (Laura) di Otto Preminger
E' un film del 1944 (penultimo anno della Seconda guerra mondiale!) che rivelò un autore di origine austro-tedesca, per sua fortuna, felicemente immigrato negli Stati Uniti nel 1934: Otto Preminger (1906-1986). Il quale, dopo esperienze di produzione e di regia in Europa e in America, trovò qui la consacrazione hollywoodiana. Nella sua carriera si ritrovano molti altri film assai noti: "Seduzione mortale"(1952), "La vergine sotto il tetto"(1953), "La magnifica preda"(1954), "L'uomo dal braccio d'oro"(1955), "Anatomia di un omicidio"(1959), "Tempesta su Washington"(1962), "Il cardinale"(1963), "Bunny Lake è scomparsa" e "Prima vittoria" (entrambi del 1965) "E venne la notte" (1967), eccetera. Da un romanzo di Vera Caspary, mutato nella struttura ma conservato nell'impianto di fondo e abilmente sceneggiato da Jay Dratler e Samuel Hoffestein, Elizabeth Reinhardt ed anche Ring Lardner Jr. (seppure non citato), "Vertigine" nacque quasi come un film di serie B e col passare degli anni è diventato un classico del cinema "noir". Tutto ruota intorno a tre personaggi: Laura Hunt (Gene Tierney - 1920-1991- doppiata da Rina Morelli), il tenente McPherson (Dana Andrews - 1909-1992 - doppiato da Mario Pisu), Waldo (in italiano Walter) Lydecker (Clifton Webb, doppiato da Sandro Ruffini). Poiché il film è "anche"un giallo non anticipo nulla sulla trama, che vede McPherson e Lydecker egualmente affascinati dalla figura di Laura (la quale inizialmente sembra una vittima). La struttura del film è astutamente ambigua, oscillando fra le scadenze strette del giallo e quelle più trasognate di un cinema onirico. Raccomando allo spettatore di tener d'occhio la straordinaria interpretazione di Clifton Webb (1889-1966, nome d'arte Webb Parmalee Hollenbeck), il quale disegna la figura sofisticata di un noto giornalista, snob, colto, ironico e sprezzante, rivelando un talento che allora molti non supponevano esistesse in un uomo conosciuto soprattutto come ballerino e cantante (diventerà famoso nei panni, inaspettatamente comici, di Mr. Belvedere, scrittore, ballerino e "baby-sitter"). Di Dana Andrews, tipico divo d'epoca, ho fatto ampiamente menzione parlando de "I migliori anni della nostra vita".
Ancora tre precisazioni. L'una riguarda il Dvd su cui ha lavorato Doretti e che è edito dalla Twentieth Century Fox. L'ho comprato sul sito internet Fnac pagandolo euro 9,99 più spese di spedizione e contrassegno. Contiene tre inserti molto circostanziati e molto lunghi a cura di David Raksin, autore delle musiche e quindi anche della famosa canzone "Laura", Jeanine Basinger e del giornalista Rudy Belhmer. Tutti apporti molto interessanti per un appassionato.
La seconda notazione riguarda un particolare che mi ha molto colpito, e che contraddistingue con un tono di estrema curiosità l'adattamento italiano del film. Verso la fine la voce di Lydecker cita un poeta di nome Dowson (presumibilmente è Ernest Cristopher Dowson, 1867-1900) di cui recita, ovviamente in inglese, alcuni versi (inizia con "Brief life. They are not long. The weeping and the laughter. Love and desire and hate I think they have no portion in us. After we pass the gate …"). Incredibilmente nella versione italiana si dice che il poeta prediletto non è Dowson ma è D'Annunzio ( negli Stati Uniti del 1944!!!!) e Sandro Ruffini recita alcuni versi: "Quando nell'alba i fuochi siderali si spengono, (…) la Morte (…) poggiata la sua falce adamantina, guarda l'amor nel sonno e poi si inchina…"). E' la prima volta che mi capita di trovare una cosa del genere in un doppiaggio italiano, e perciò mi pareva fosse necessario segnalarla. Doretti ha abilmente rintracciato il testo di D'Annunzio, "La Visitazione", contenuto in "L' Isotteo- La Chimera" (1889), quando l'autore, nato nel 1863, aveva soltanto 26 anni ma era, credo già famoso.
Terza e ultima annotazione, che vale come un'esplicita richiesta di scuse, per un mio errore di pronuncia. Avendo notato che gli americani pronunciano "Préminger", con l'accento sulla prima "e", avevo creduto di essere furbo e di ristabilire una corretto suono tedesca pronunciando, nella registrazione, il nome del regista "Premìnger" (con l'accento sulla "i"). Questa, comunque, è l'intenzione che ho avuto iniziando a parlare al microfono. Il giorno dopo sono stato colto da dubbi ed ho telefonato alle due sedi che il Goethe Institut ha a Genova ed ho chiesto lumi. In entrambi gli uffici due diverse impiegate, palesemente tedesche, mi hanno detto invece che la pronuncia corretta è più complicata (per me difficile da riprodurre) e, comunque, contrassegnata da un suono sfumato e quasi "inghiottito" della finale in "ger". Pertanto, in ogni caso, la mia pronuncia è sbagliata ed ecco perché mi scuso.
Claudio G. Fava

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