Il ciclo di incontri de “La Kunsthalle più bella del mondo” sta per giungere alla sua conclusione, rivolgendo finalmente la sua attenzione al contesto particolare di Como.
E' arrivato il momento di fare il punto della situazione, tenendo in considerazione le discussioni, le idee e le proposte sviluppate durante i venti incontri che si sono susseguiti durante due anni, per poterle applicare al territorio che le ha ospitate.
Il tema è dunque oggi quello del “Centro per le arti contemporanee” di Como: del suo carattere peculiare, dei suoi obiettivi, degli attori e degli utenti, delle condizioni che ne possano consentire la realizzazione.
L’incontro del prossimo 19 giugno sarà introdotto da una vera e propria proposta, che cercherà di descrivere come e perché, alla luce delle discussioni precedenti, Como possa e debba dotarsi di un centro dedicato alle arti di oggi. Quali possano esserne gli attori pubblici e privati. Quali le sedi, i programmi, i pubblici e le attività. Perché a una città media come Como non sia consentito di sottrarsi a un confronto con la contemporaneità che ha già caratterizzato la stagione fruttuosa del modernismo comasco durante la prima metà del ventesimo secolo e che continua ad essere una condizione indispensabile per potersi cimentare con i temi della innovazione, della ricerca e della creatività che continuano a caratterizzare la cultura e l’economia del capoluogo lariano.
Di questi temi discuteranno Paolo De Santis, presidente della Camera di Commercio che, del progetto “Kunsthalle” è stata fin dall’inizio il partner; Barbara Minghetti, direttrice del Teatro Sociale di Como, l'Associazione Luminanda e Stefano Baia Curioni, professore dell’Università Luigi Bocconi di Milano, insieme a Marco De Michelis, direttore della Fondazione Antonio Ratti e Filipa Ramos, coordinatrice del progetto.

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