Man Ray Dance 2011

Il progetto Man Ray Dance ha preso le mosse in occasione della proiezione e presentazione del mio video precedente, Tangos , nel Febbraio 2011. Nel corso di quella serata, durante l’esibizione di danza, ho avuto modo di osservare nuovamente i movimenti. Particolarmente nei brani di tango nuevo, molto di frontiera come sonorità e dinamiche. Ho cominciato a pensare ad un’idea di ripresa e di montaggio. Di sguardo. Nel senso che questo si soffermava su dei particolari dei due danzatori: piedi-gambe, teste, volti, busti, etc…ed ai loro movimenti: lenti, veloci, vicini, lontani, etc…di qui il passo è stato breve. Dividere i livelli di attenzione, fare a “fette” quella scena. Pensavo di cambiare anche le proporzioni.
Raccontare questa volta in modo più analitico e narrativo ma cercando sempre di trasformare l’oggetto allo sguardo dello spettatore. La frammentazione a strisce è un procedimento usato anche dai surrealisti. Rientra sempre nel discorso anche dadaista e delle avanguardie in generale di far in modo che cambiando la struttura, la posizione dello sguardo e/o dell’oggetto, si altera la fruizione e dunque si da qualcosa di diverso, se vogliamo “nuovo”. Una forma di Rady-made.
Il titolo fa ovviamente riferimento ad uno dei più noti rappresentanti del surrealismo.
Suddiviso in tre scene, ciascuna a sua volta suddivisa in tre livelli d’attenzione (strisce o fette appunto), nelle quali sempre un livello ha priorità rispetto agli altri due. E dunque all’interno di questo meccanismo succedono delle “cose”. Insieme all’autore dell’editing (Antonio Labbro Francia) abbiamo ricostruito una breve storia dell’immagine che si sviluppa nelle tre scene verso una presa della realtà. Questo avviene per scelta dei colori, della qualità visiva e della luce, per una specie di progressione sino all’ultima scena, Sinae Terra, dove per un attimo i danzatori sono in esterno e quasi senza musica con il sottofondo della presa diretta.
Le inquadrature le ho pensate su altezze differenti. Da angolature differenti: pensando ad una visione 3D ma bidimensionale. Tutto questo contribuisce ad una “sorpresa finale guidata”.
I tre tagli ridanno una realtà cambiata eppure funzionante. Come nel gioco del “cadavre esquisse” il risultato finale nella sua casualità poi dovrebbe acquistare senso.
In questo video ho pensato di organizzarla questa casualità.
Tecnicamente ho predisposto tre videocamere in tre punti diversi e a tre altezze diverse.
Per ogni brano musicale ho cambiato posto alle tre telecamere. Una parte è girata in esterno ed in effetti lo sviluppo è una sorta di progressione verso qualcosa di attuale e meno artificiale. Nella prima scena una fase sperimentale, nella seconda una specie di pulizia e asetticità.
Le tre parti che costituiscono l’intero film, vale a dire Experiment 1 Hoy, Exeperiment 2 Un paso e Experiment 3 Sinae Terra, possono ciascuna costituire un video autonomo.
Ognuna di circa 5 minuti ha uno svolgimento compiuto.
Il progetto è pensato anche per una installazione/ambiente in cui i tre video andrebbero contemporaneamente sui tre lati di uno spazio. In questo caso l’audio sarà ripensato fruibile con alcune varianti. Il formato originale è in HD 1280x720, girato con fotocamere Canon .
Le riprese sono state effettuate nel Giugno 2011 e il lavoro di editing tra Settembre e Dicembre.

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