SPETTACOLO PER BAMBINI (e non solo) DAI 6 ANNI IN SU

DI E CON Cristina Carbone e Santo Marino

TECNICA Roberta Spaventa

MONTAGGIO VIDEO Marcello Bandierini

CO-PRODUZIONE Peso Specifico

"Alice cade… cade… cade… e quando atterra non sa più dov’è. Ma soprattutto non sa più chi è. Di
sicuro non è un pesce, ma neanche un fiore e se ne accorge bene il Gatto del Cheshire, così come il
Bruco e il Cappellaio Matto. Forse è una regina, ma forse solo una bambina. Per scoprirlo dovrà
attraversare quel mondo fantastico ma mai rassicurante, come in una partita a scacchi, per poi
tornare con alcune risposte e altrettante nuove domande…"

Alice ci parla dell’umanità come fanno Amleto, Edipo, Ulisse, Adamo e Paperino: ci fa incontrare gli
archetipi e ci conduce nella zona più intrigante, complessa, divertente del nostro animo.
In quell’universo rovesciato in cui tutto si mischia con tutto, dove le regole del mondo vengono sovvertite da leggi altrettanto rigorose, ma dotate di qualche possibilità in più…
Alice ci accompagna in un viaggio attraverso i desideri, i disinganni ed i sogni ricorrenti dell’Uomo.
Lei stessa si perde, disorientata da una costante messa in discussione della propria identità, trascinata dall’assurda logica delle creature che incontra; si pone continuamente la domanda: “Chi sono?”. Quesito che troverà risposta solo alla fine, quando diventerà Regina, dopo aver compiuto un percorso in cui avrà spesso sfiorato con leggerezza tematiche affascinanti come la metamorfosi, la riflessione sul tempo e sullo spazio, il distacco tra la realtà e il linguaggio, il sognare di sognare…
Ma Alice, qualunque possa essere la su età scenica, ha l’animo di una bambina di sette anni e tutto ciò
che trova nel mondo di là assume i caratteri dell’immaginario fanciullesco, fatto di sembianze inusuali e
grottesche (niente paura: nulla di rassicurante!).
Abbiamo pensato a uno spettacolo costruito su di un linguaggio estremamente semplice e allo stesso
tempo preposto ad una possibile sperimentazione. Una messa in scena che possa intrigare e appassionare il pubblico anche a cinque, sei, ottant’anni.
Abbiamo provato ad interpretare il testo di Carroll portandolo verso il contemporaneo, contaminandolo
con i dialetti, servendoci di tecniche diverse come i giochi di specchi e le ombre, traendo spunto dall’arte
figurativa di John Tenniel, Dusan Kàllay e Eva Montanari, senza tradire la sua natura originale, così legata alle
atmosfere del sogno.

Santo Marino

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