performance
di Michela Pozzi
7' 14"
2011

in occasione di "Strategie di sopravvivenza"
a cura di Nila Shabnam Bonetti

Abito non è soltanto un vestito ma anche la prima persona singolare dell’indicativo presente del verbo abitare, indicato per segnalare il proprio indirizzo. Occupare uno spazio vuol dire indossarlo e consumarlo, modificarlo con l’uso.

I vestiti come le case sono vissuti e amati, gli abiti come le abitazioni si consumano a forza di portarli: i muri si sgretolano, gli abiti si deteriorano e si rovinano. Tale logoramento segnala, come il passare del tempo, le tracce che abbiamo lasciato nello spazio.

L’abito è una pelle che appartiene al nostro intimo e allo stesso tempo anche al mondo esterno che la fruisce. Se gli abiti rappresentano per l’uomo la seconda pelle, la casa costituisce la terza pelle, solida e robusta.

In questo lavoro è espressa in questo modo la connessione tra gli indumenti e la struttura abitativa.

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