Imparando a sognare è uno spettacolo che, apparentemente, si prende gioco delle fiabe e del loro
significato ma, in realtà ne rispetta il valore, soprattutto il valore che le fiabe hanno per i bambini ed anche
per i ragazzi più grandi. Lo spettacolo, infatti, si presta bene, con le chiavi di lettura tipiche di ogni età, ad
essere accolto favorevolmente ed a lasciare spunti di riflessione a diversi tipi di pubblico, adulti compresi. E’
il caso di Azzurro, in arte Principe Azzurro, che a fatica riesce a districarsi nelle sue tre relazioni
(Cenerentola, Biancaneve, Bella Addormentata) o dell’ottavo nano, quello che è stato escluso dalla favola
perché scomodo (non a caso si chiama Polemico) o dello sceriffo di Nottingham costretto in un ruolo che
non voleva e che non vuole. Il ritmo è incalzante, la narrazione intensa e tiene desta la tensione e
l’attenzione, l’uso essenziale degli spazi e degli scarni elementi scenici contribuisce a tenere serrata la
narrazione. Ma si può davvero imparare a sognare? Secondo Eclissidilana sì, a patto di saper vedere nel legno del tavolino, nel bicchiere e nella rosa la favola che vi sta dentro. Ma il bello è che per chi assiste allo
spettacolo, si avvera la stessa magia.
Maurizio Lazzarini (Dirigente Scolastico Liceo Fermi Bologna)

con Dario Criserà
Regia Cristiano Falaschi
Riprese Tommaso Dall'Osso

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