PRIMO CONVEGNO NAZIONALE A TRIESTE
NUOVI ABUSI IN PSICHIATRIA (le invasioni nella vita personale), ed i relatori saranno:Mario Comuzzi: Associazione Mondiale Amici,Familiari e Malati Mentali: “Testimonianze”;Marco Bertali: Psichiatra presso il Centro di Salute Mentale di Gorizia – Referente di SOS Cervello: “Lo psicofarmaco – strumento di cura o di controllo sociale?”;Adriano Segatori: Psichiatra-psicoterapeuta, P.H.D. in scienze sociali e comunicazione simbolica, membro della Sezione Scientifica “Psicologia Giuridica e Psichiatria Forense” della Società Italiana Scienze Forensi:“Mente, Psiche e Società – una integrazione essenziale contro ogni fondamentalismo”;Paolo G. Parovel: Associazione Libera informazione, direttore responsabile de “La Voce di Trieste”: “Informazione e disinformazione sulle amministrazioni di sostegno”;Andrea Michelazzi: Medico di medicina generale specializzato in psichiatria: “Aproibizionismo, psichiatria e devianza. Riflessioni per una normativa responsabile”;Paolo Ferraro: già Magistrato della Procura di Roma: “Origini e cause generali e specifiche della deriva autoritaria e social-autoritaria della psichiatria negli anni 2000.”lavoceditrieste.net/2013/04/15/speciale-esce-oggi-16-aprile-in-edicola-il-numero-23/
Drammatiche violazioni dei diritti umani, vengono segnalate in buona parte dell'Italia, ed in particolare a Trieste, nell'applicazione delle norme sull'amministrazione di sostegno e su un' impianto giuridico-psichiatrico imperfetto. Per evitare che pazienti (anche persone anziane) fossero dichiarate incapaci di intendere e volere dal Giudice tutelare, una legge istituzionale introduce la figura dell'amministratore di sostegno avente il compito di aiutare la persona considerata a disagio di amministrare i propri beni. Tale ruolo può anche essere assunto da familiari.
Dal 2009, improvvisamente i casi in cui viene richiesto questo intervento sono schizzati alle stelle. Oggi in Italia, 100.000 persone hanno un amministratore di sostegno; di esse, 25.000 sono residenti a Trieste.
A Trieste in particolare viene denunciato un "sistema" che permette che non siano i familiari, ma una persona estranea in una stragrande maggioranza di casi, ad essere autorizzata dal giudice a svolgere tale compito. Il numero delle richieste cittadine non corrisponde adeguatamente al numero di magistrati disponibili a prenderle in seria considerazione prima di firmarle. Quindi, connivenza o meno, vengono firmate.
Il "paziente" così diventa dipendente economicamente da chi gli amministra proprietà, risparmi e pensione; anche laddove la famiglia è presente, essa dichiarata dai Servizi Sociali incapace di prendersi cura degli stessi. Andare dall'avvocato è spesso impossibile: l'amministratore di sostegno può non autorizzare la spesa: quindi, si annulla la possibilità di ogni difesa. Spariscono beni - ovviamente, questo iter accade a chi possiede qualcosa.
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