ITA below // Karma n. 1 and Karma n. 2 are part of the same installation project titled "Double Karma" concluded in December 2012. (Karma n. 1 was presented at the 54. Venice Biennale)

The oxymoron between immobility and transformation is represented by the progressive growth of a tree (Karma n.1) and the flow of water (Karma n.2). The roughness of the bark is similar to that of an ageing human body, as well as the face of an adolescent that finds its counterpart in the fresh flow of water. In the faces we find the same mix of stillness and transformation. The apparently inanimate robustness of the plant, the inconsistent transparent water as opposed to the fragility of bodies subject to the passing of time. Organic forms absorbed into the relentless cycle of nature, where everything changes and nothing is destroyed.
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Karma n. 1 e Karma n. 2 sono parte dello stesso progetto installativo intitolato "Doppio Karma" concluso nel dicembre 2012. (Karma n. 1 è stato presentato alla 54. Biennale di Venezia)

L'ossimoro tra immobilità e trasformazione è rappresentato dalla progressiva crescita di un albero (Karma n.1) e dal fluire dell'acqua (Karma n.2). La rugosità della corteccia è simile a quella di un corpo umano che invecchia, così come il volto dell'adolescente trova il proprio corrispettivo nel fresco scorrere dell'acqua. Nei volti ritroviamo la stessa mescolanza di immobilità e trasformazione. La solidità apparentemente inanimata della pianta, la trasparente inconsistenza dell'acqua contrapposti alla fragilità di corpi soggetti allo scorrere del tempo. Forme organiche assorbite nel ciclo inesorabile della natura, dove tutto si trasforma e niente si distrugge.

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