Intervista al prof. Girolamo Pelaia, Direttore della Scuola di Specializzazione in Malattie dell'Apparato Respiratorio - Università degli Studi Magna Graecia di Catanzaro.

Lo specialista pneumologo può trattare la BPCO con farmaci broncodilatatori ed anti-infiammatori. I broncodilatatori, prevalentemente utilizzati per via inalatoria, rappresentano la base essenziale della terapia farmacologica. Al fine di migliorare
la sintomatologia dispnoica, la funzione respiratoria, la tolleranza all'esercizio fisico e la qualità globale della vita, i broncodilatatori più importanti sono quelli a lunga durata d'azione, comprendenti gli antimuscarinici (LAMA) e gli agonisti beta-2 adrenergici (LABA). Nel corso degli ultimi dieci anni, l'unico LAMA disponibile nella pratica clinica è stato il tiotropio bromuro. Più recentemente, il progresso della ricerca farmacologica ha consentito di migliorare ulteriormente il profilo di efficacia dei LAMA, e tale processo ha condotto all'attuale disponibilità del glicopirronio bromuro e dell'aclidinio bromuro. In particolare, glicopirronio bromuro ha garantito il raggiungimento di un ottimale livello di evoluzione del trattamento broncodilatante anticolinergico/antimuscarinico, che nei pazienti con BPCO neutralizza l'ipertono vagale colinergico, cioè la via patogenetica fondamentale nello sviluppo e nella progressione della limitazione del flusso aereo.

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