Intervista per Rai 3 di Nuccio Vara a Laura Tedesco, a proposito dello spettacolo "Dei miei Sogni leggiadri...la Magia" con Laura Tedesco, regia di Tommaso Capodanno.
Castelbuono, 2012

“Giuseppina Turrisi Colonna ha rinnovato ai nostri tempi la gloria della Nina Siciliana. Se ascoltava qualche tratto della storia greca o romana, in cui si forma non meno lo spirito, che il cuore, si infiammava talmente al racconto di quegli atti di virtù antica, che trasformandosi nel personaggio di cui ascoltava la vita, si credeva poco meno greca, o romana”.
E’ così che Giuseppina Turrisi Colonna viene descritta nella sua biografia ed è con questo spirito che è stato affrontato lo spettacolo sulla poetessa siciliana dell’ ‘800. Dallo spazio scenico d’effetto come quello di Villa Palagonia, a Bagheria, (dove per la prima volta ha debuttato) si passa ora all’altrettanto suggestivo spazio del Chiostro San Francesco di Castelbuono. Un mucchio di fogli sparsi, un solo vestito e una sola attrice che nel ricordare Giuseppina si immedesima in lei e vive come lei.
Un viaggio che segue le lettere che la poetessa scrisse fuori da Palermo, persa nella bellezza di città incantevoli come Napoli e Firenze, che ispirano e allo stesso tempo angosciano la Turrisi Colonna per le condizioni della sua amata Sicilia; ed è ad essa che rivolge le sue liriche, nel tentativo di “eguagliare l’incanto di quei luoghi e dare alla sua patria nell’armonia dei versi ciò che le manca nell’architettura”.
Un itinerario all’interno delle sue liriche, che rivelano come la letteratura possa essere vissuta come forma di amore; liriche che, attraverso la vita, viaggiano verso un’unica angosciante verità: la morte, vero e proprio filo conduttore dei suoi versi. È la morte, infatti, che segna i popoli, è la morte che cambia le sorti dei paesi ed è la morte che insegna il valore della vita e dà gloria ai poeti, ieri come oggi.
Tommaso Capodanno

Ciò che a primo impatto mi ha colpito immensamente di Giuseppina è senza mezzi termini la forte passione politica e, soprattutto, il suo incitare le donne a partecipare alla ‘rivolta’. Mi ricordo che ho pensato esattamente: “Ma davvero una giovane baronessa siciliana dell’Ottocento può pensare e agire in questo modo?!”.
Adesso che è passato del tempo e ho avuto modo di conoscerla in altre sfumature, la mia risposta alla domanda - “ cosa può arrivare a noi della sua poesia?”- è cambiata di poco: ciò che ci arriva, nonostante un linguaggio che può apparire datato e, in modo corrivo, valutato come banalmente neoclassico, è l’Onesta passione di Giuseppina per ciò che la circonda, per la storia, per la vita (e per la morte).
La Turrisi Colonna ci mostra come la letteratura possa essere un’azione per esperire pienamente e con intensità sia i sentimenti che il corso degli eventi.
Ciò che mi accomuna a questo personaggio è sicuramente l’urgenza di esprimermi attraverso l’arte, cioè la consapevolezza della fragilità del confine vita-morte e la conseguente volontà di dare e prendere a piene mani energia artistica finché si è in tempo.
Alla base di tutta la performance c’è indubbiamente la nostra volontà di rendere viva la poesia di Giuseppina, di fare in modo che le parole antiche (e a volte desuete) della poetessa possano raggiungere intimamente gli spettatori portandoli così a riconoscerne la “magia” e l’energia.
Per arrivare a ciò, ovviamente, Tommaso ed io abbiamo dovuto prima fare in modo che io stessa mi sentissi attraversare e muovere nel profondo dai versi. Il nostro lavoro è partito, dunque, da una parte, da un’attenta analisi dei testi da noi scelti, dall’altra, da una piena e dettagliata esplorazione fisico-emotiva delle unità metriche della sua poesia.

Laura Tedesco

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