La Festa raggiunge i suoi quarantatre anni e si conferma trascinatrice di vita di contrada, corsi, mostre, ricerche e promozione per il territorio, e chissà quante attività devono dire grazie a questo "mondo" locale dal nome "Festa dell'Uva".

Ogni anno ci si propone di variare o integrare piccole cose che vanno nell'arco del tempo a trasformare quello che solo apparentemente sembra un programma uguale da sempre. In questa edizione si è tentato di dare una svolta verso l'ecologia per quanto riguarda piatti, posate e bicchieri monouso, utilizzando prodotti biodegradabili e compostabili. Abbiamo allargato la gamma dei prodotti detti a Km0, creando anche un logo che da qui in avanti comparirà nelle nostre iniziative gastronomiche. In questa edizione abbiamo messo a lavoro anche i "nuovi cinigianesi" aprendo una cantina dove è stato possibile degustare pietanze della tradizione gastronomica dell'Est Europa e del Nord Africa.

Consueti spettacoli musicali e degustazioni di prodotti tipici e di vino del Montecucco hanno fatto da cornice a quello che è il nostro evento dell'anno "I Carri".

La contrada di Largo Fontenasso, il Cassero con "Senti nu core tou" ha portato in Piazza un carro su un tema di attualità, i rapporti fra culture diverse. Lo fa in un modo decisamente semplice, diretto e interessante raccontando una storia che finisce bene, ma lascia aperto un punto interrogativo: Quando, l'uomo grazie alla ragione ed al sentimento imparerà a vivere con i suoi simili? Il carro nella sua realizzazione è completo con strutture ben integrate fra loro e ricco di particolari, il tutto in buona armonia di colori.

Il popolo giallorosso della Contrada Molino con "capitano mio capitano" offre l'occasione per una sana riflessione ispirata da una famosa storia dei primi nel '900 dove alcuni studenti di un rigido collegio scoprono attraverso uno stravagante professore come la penna di un poeta possa condurre in luoghi lontani più velocemente di un vascello "Come un lampo di vita, le parole diventano acrobati del pensiero e prendono forma e colori in un assalto di gioia e di libertà". Il carro sicuramente imponente, di ottimo impatto e ben armonizzato nelle strutture e nei colori tanto da sembrare un unico corpo, nei particolari ottimamente realizzati spicca il gufo vera e propria opera artistica.

La Gente di via Roma della Pescina propone "il mito dell'eterna giovinezza"chiamando in causa la storia di Dorian Gray. Un carro decisamente fra i migliori realizzati negli ultimi anni dalla contrada, con un cobra sicuramente sopra alle righe, ben realizzato sia nella struttura che nei colori e altrettanto si può dire del "diavolo" ottimamente scolpito sul poliuretano. Una ben realizzata e fedele rappresentazione del testo originale che nulla toglie o aggiunge alla storia se non la difficile capacità di sintesi, di concentrare il tutto nei canonici e tiranni otto minuti di scena. Sarà proprio questo il carro che i giurati hanno deciso di premiare decretando la Pescina come vincitrice della 43° Festa dell'uva. Il premio "il chicco", riservato ai giovani costruttori, è andato alla contrada Molino che ha visto il suo capitano dei citti Lorenzo Lucattini alzare la coppa del primo Classificato.

Non credo di essere eccessivamente ripetitivo complimentandomi con tutti i contradaioli per il lavoro artistico svolto. E ringraziare tutti coloro che hanno "dato una mano" alla riuscita della Festa.

Il Presidente
Massimo Fabiani

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