nostalgia robot

-ENG-
A multimedia project by Alessio Ballerini and Silvia Candelaresi

video and music Alessio Ballerini
short story Silvia Candelaresi
inventor Diego Mantica
voice Gea Tomassini

ABSTRACT
The speaking voice in the story is that of an old American robot of the Sixties, prototype of a series of industrial machines employed in metal casting and designed to perform jobs that were some of the most dangerous for human health. Ultimate its name, since the invention was then at the cutting edge of mechanization in industry; following the robot’s memories we get to know its inventor, Neil Devol, whom we see at work from the very beginning as he’s forging that first model, putting together the different pieces in the almost magical atmosphere of his workshop. Ultimate will soon be used for assembly line production in a large factory, the Unimated, and will work hard for years, in accord with the other machines and in perfect harmony with men until one day Devol, while he’s paying visit to his robots, receives a phone call. This is the true turning point, represented here by the push for technological change. Wary but determined, Neil Devol is a man of his time, one who can get a glimpse of new frontiers and future demands presenting himself as their first architect; his is a last ditch effort not to avoid change and instead escape the past in the final encounter with modernity.

The short story, the video and the music have been created simultaneously, taking inspiration one from the other. The video gives its interpretation of a part of the story, the moment in which the inventor finally makes up his mind, just before going to the factory. Devol’s genuine and at times sad commitment is projected into the machine and strongly comes out when he wears the robotic glove, almost becoming one with his own creation, in a weird, grotesque setting, the glove built with odd computer parts, the overall mimicking American spacesuits and finally the factory, a refinery rather than an industry employing die casting machines.

-ITA-

SINOSSI
La voce nel racconto è quella di un vecchio robot americano anni ’60, prototipo di una serie di macchine industriali impiegate nella fusione dei metalli e progettate per eseguire i lavori più rischiosi per la salute umana. Ultimate il suo nome, perché a quei tempi si tratta appunto della più recente e massima espressione del lavoro automatizzato; attraverso i ricordi del robot conosciamo il suo inventore, Neil Devol, che vediamo subito all’opera nell’attimo in cui forgia tra le sue mani quel primo esemplare, assemblandone i vari pezzi nell’atmosfera quasi magica della sua officina. Ultimate entrerà presto alla catena di montaggio di una grande fabbrica, la Unimated e lavorerà sodo per anni, all’unisono con le altre macchine e in armonia con l’uomo, finché un giorno Devol, mentre fa visita ai suoi robot, riceve una telefonata che segna l’inevitabile punto di svolta, rappresentato qui dalla spinta del progresso tecnologico. Schivo e tenace, Neil Devol è un uomo del suo tempo, colui che intravede sempre nuove frontiere e intuisce le istanze del futuro, di cui è il primo artefice. Il suo è un tentativo disperato di non sottrarsi al cambiamento e rifuggire il passato, in un incontro finale con la modernità.

Il racconto, il video e la musica hanno preso vita simultaneamente. Il video narra un frammento del racconto, l’interpretazione del momento in cui l'inventore prende la decisione definitiva, poco prima di entrare in fabbrica. La dedizione autentica e a tratti desolata di Devol si proietta nella macchina ed emerge in tutta la sua forza quando indossa il guanto robotizzato quasi a divenire tutt'uno con la sua creazione, in una cornice grottesca, bizzarra, il guanto costruito con parti improbabili di computeristica, la tuta che vuole riprendere quelle americane di stampo spaziale e infine la fabbrica, una raffineria piuttosto che un’industria metallica che impiega robot.

Loading more stuff…

Hmm…it looks like things are taking a while to load. Try again?

Loading videos…