Lina is seventy years old and has always been a farmer. Every morning, she leaves San Mauro, the “strawberry town,” and goes to Europe’s biggest open-air market, Porta Palazzo in Turin, where she sells her fruit, vegetables and strawberries. Lina doesn’t have any children but she does have five dogs and a husband, who wishes she would stop working, but his request is ignored. Until one day, at the market, she meets Hassan, a young Moroccan immigrant looking for a job.
“The word ‘transformation’ is the vital and structural element of the film: that of the characters, of their relationships and of their stories, but also of work, of farmers, of an era. In full globalization, Lina is still there, in the strawberry place, surviving the advent of a global era. Often, transformation is also associated with the idea of conflict, another leitmotiv of the movie: through the story of Lina, we go from the strawberry fields of a town on the outskirts of Turin to the contradictions of globalization, from the difficulties of a Moroccan boy to the problems of immigration.”
Lina ha settant’anni ed è contadina da sempre. Ogni mattina parte da San Mauro, il «paese delle fragole», per raggiungere il mercato all’aperto più grande di Europa, quello di Porta Palazzo a Torino, dove vende la sua frutta, la sua verdura e le sue fragole. Senza figli, Lina ha cinque cani e un marito che vorrebbe che smettesse di lavorare e che ovviamente rimane inascoltato. Finché un giorno al mercato si presenta Hassan, un giovane immigrato marocchino in cerca di lavoro.
«La parola trasformazione è l’elemento vitale e strutturale del film: quella dei personaggi, dei loro rapporti e della loro storia, ma anche del lavoro, dei contadini, di un’epoca. In piena globalizzazione, Lina è ancora lì, nel luogo delle fragole, a sopravvivere all’avvento di un’era globale. La trasformazione, poi, è spesso associata all’idea di conflitto, altro leitmotiv del film: attraverso la storia di Lina passeremo dai campi di fragole di un paese nel torinese alle contraddizioni della globalizzazione, dalle difficoltà di un marocchino alle problematiche dell’immigrazione».

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