DA GENNAIO 2014 AL CINEMA - Fuori Concorso al Festival di Torino 2013.

1975. Roma. Claude Lanzmann intervistava Benjamin Murmelstein, l'ultimo capo del Consiglio Ebraico del ghetto di Theresienstadt, l'unico decano, "il più vecchio degli ebrei", nella terminologia nazista, a non essere stato ucciso durante la guerra. Rabbino di Vienna, in seguito all'annessione dell'Austria da parte della Germania, nel 1938, Murmelstein si scontrò aspramente con Adolf Eichmann, settimana dopo settimana, per sette anni, riuscendo ad aiutare 121.000 ebrei a lasciare il Paese e impedendo la liquidazione del ghetto.
2012. Claude Lanzmann, a 87 anni, senza nascondere i segni del passare del tempo sugli uomini e mostrando l'incredibile persistenza dei luoghi, recupera l'intervista realizzata a Roma, tornando a Theresienstadt, la città "che Hitler regalò agli ebrei", il cosiddetto "ghetto modello", in realtà una grande menzogna architettata da Adolf Eichmann per ingannare il mondo. Scopriamo la straordinaria personalità di Benjamin Murmelstein: un uomo brillante, di grande intelligenza e coraggio, che, forte di una memoria inossidabile, si rivela un affascinante narratore che non risparmia battute ironiche e punte di sarcasmo. Attraverso tre periodi, da Nisko in Polonia a Theresienstadt e da Vienna a Roma, questo film fornisce uno sguardo senza precedenti sulla genesi della Soluzione Finale. Rivela il vero volto di Eichmann e denuncia, senza reticenze, le forti contraddizioni all'interno del Consiglio Ebraico.

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