Il progetto artistico si dispiega attraverso una "preparazione" voluta come "alterazione". Alterazione che modifica, stravolge, inganna, viola l'inizio per produrre significato. Nuovo. Insolito. Anche casuale. Alterazione come processo continuo di ricerca d'identità.
UN LUOGO. Le corti. Tradite nell'uso ordinario per un inconsueto evento artistico.
TRE QUADRI. Quadri viventi come scene. Presenze femminili che riferiscono il mutare storico e sociale. Donne, numerose, riunite in scena per la prima volta. Figuranti che condividono il pretesto di inscenare un "coro", che come nella tragedia greca, supporta e definisce il fare e l'essere degli attori principali.
Donne di Faenza e dintorni, insieme, unite nella loro essenza femminile diventano "scenografie viventi". L'alterazione è un processo necessario, anche nella la donna. Una macchinazione obbligata che può partire da una tradizione, da rituali popolari, da musiche codificate, da ruoli sociali riconosciuti e prende forma nel processo stesso di stravolgimento passando per delle costanti storiche e cosmiche (sofferenza, fatica, maternità, sacralità) e finisce inevitabilmente per produrre nuove identità.

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