Siamo andati a scoprire la zona del Primiero, San Martino di Castrozza, Vanoi e Passo Rolle, dove un’attenta gestione dell’energia diventa volano anche per il turismo.

Primiero, quando il futuro si chiama ambiente

Come trasformare alcune punti di criticità, quali la distanza dalle grandi arterie di comunicazione e le città, in un punto di forza? Il Primiero sta cercando di dare una risposa a questa antica domanda rilanciando la propria immagine e soprattutto la propria sostanza nell’impegno ambientale.
Le Dolomiti patrimonio dell’umanità, o molto più semplicemente “le montagne più belle del mondo”, accanto a scenari naturalistici inestimabili come la foresta di Paneveggio o i paesaggi del Vanoi, rappresentano la naturale cornice per un progetto che punta all’autonomia energetica e ad un modello turistico green.
Con Green Way Primiero si punta ad esempio alla valorizzazione della mobilità ad impatto zero. Si parla dunque di fonti rinnovabili come l’idroelettrico, ma anche di risparmio energetico, produzione di energia dall’utilizzo della massa legnosa e di un progetto di mobilità alternativa grazie all’utilizzo delle auto elettriche.
Il tutto per garantire un miglioramento nella qualità della vita degli abitanti che si traduce anche in un modo innovativo di proporre il turismo attraverso un sistema di marketing che privilegi la vacanza attiva, a stretto contatto con la natura e soprattutto in piena coerenza con il rispetto “alpino” del limite.
Con Paolo Secco, presidente della ACSM, l’azienda che si occupa di energia in Primiero e Vanoi, abbiamo fatto visita al moderno impianto di teleriscaldamento che utilizza la massa legnosa ricavata dalla ricrescita naturale delle foreste e dagli scarti di lavorazione ed abbiamo provato la guida delle auto elettriche che la Spa ha acquistato per diffondere una nuova cultura della mobilità ad impatto zero.
Con questo mezzo, l’autonomia arriva ai 120 chilometri, abbiamo percorso le strade del Primiero per raggiungere gli impianti di risalita verso San Martino di Castrozza e Passo Rolle (anch’essi alimentati grazie alle centrali idroelettriche e quindi senza petrolio) fino a raggiungere, in val Canali, la sede del Parco naturale di Paneveggio, Pale di San Martino.
L’alleanza fra l’ambiente ed il turismo si respira all’interno di questa cornice che unisce la passione per la ricerca e la salvaguardia di questo ambiente naturale, con la cultura dell’accoglienza e la passione per la divulgazione scientifica. Un parco, ci viene sottolineato dal presidente Giacobbe Zortea, rappresenta anche un importante vettore di sviluppo del territorio contribuendo alla valorizzazione dei suoi prodotti a tutti i livelli.
Ne sono un esempio i formaggi del Caseificio del Primiero, con la celebre e decantata Tosela e il nostrano a crosta lavata, ai quali si aggiunge il consolidato impegno di questa struttura cooperativa nel presidio dell’immenso patrimonio malghivo di queste vallate.
Ultimi esempi del carattere turistico che è possibile trovare da queste parti li abbiamo rilevati nella visita all’agriturismo del Dalaip dei Pape e del ristorante Cant del Gal.
Esperienze che ci insegnano che spesso i piccoli numeri (pochi posti tavola e poche stanze ma grande simpatia e professionalità) possono rappresentare un punto di forza per proporre uno stile ed un’offerta in linea con un ambiente alpino che consenta all’ospite di vivere esperienze lontano dalle città, ma in un clima sereno, domestico, per non dire famigliare.

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