ideazione: Roberto Cocconi
di e con: Valentina Saggin, Anna Savanelli, Luca Zampar, Roberto Cocconi
musiche: Raime, David Lang, Forest Swords, Hildur Gudnadottir, Burial
anteprima: dicembre 2013
con il sostegno di: Ministero per i Beni e le Attività Culturali;
Regione Autonoma Friuli Venezia-Giulia
Un ritorno, dopo tanto tempo passato frettolosamente, dopo troppo
spingersi in avanti: uno scarto laterale, fuori dal flusso primario.
Un ritorno all'essenza, l'assenza narrativa, né contenuti né vincoli
letterari.
La danza è indefinibile, come disse Merce Cunningham, cercare
di esprimerla è impossibile, non farà altro che sfuggirvi.
Perciò non indagheremo ulteriormente, non ricercheremo, perché
anche questo significherebbe tracciare riferimenti, limiti.
Partiremo invece per un piccolo viaggio e come i viaggiatori cercheremo
di assecondare le nostre emozioni partendo dalla musica.
La musica: questa sì che sarà un riferimento, una fonte di
suggestioni su cui appoggiare il movimento.
Una serie di disegni su fogli bianchi, come appunti di viaggio per
un lavoro ulteriore, su cui ciò che conta sono i segni, i toni e i colori.
In un tempo dove si dice tanto e le parole sembrano avere significato
diverso a seconda di chi le pronuncia, affermiamo la danza
fine a se stessa, una danza che determina se stessa, una danza
che riempie i vuoti, che parla ai cuori e alle menti.
Per essere astratti bisogna avere molto da dire. Avere molto da dire implica
definire un modo per comunicare. Perciò danzeremo. E ne avremo
consapevolezza.

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