A Bologna, la "meglio gioventù" della critica dell'Arte contemporanea è stata messa in mostra a SetUp ed i cliché, che vedono le due facce della stessa medaglia da sempre poste su piani differenti, vengono sovvertiti e si incontrano.

Tanta gente, tanta confusione, tanto tanto entusiasmo, uno dopo l'altro si sono presentati ed hanno esposto i loro sogni, i loro progetti, discusso sulla situazione dell'arte contemporanea e confrontati con chi di quel mondo fa già parte da anni.

Sono i 52 ragazzi che hanno partecipato alla prima edizione di BE KIND, format presentato da Equilibri in anteprima a SetUp Art Fair.

Nelle serate di venerdì 24 e sabato 25 gennaio, per una volta gli schemi son stati sovvertiti e curatori, galleristi, fondazioni, giornalisti di settore, invece di parlare sono stati esposti in vetrina e lasciati a disposizione del pubblico.

Un appuntamento al buio in una stanza contenente l'esposizione delle lingue più taglienti presenti sul mercato dell'Arte, accuratamente selezionate e portate in mostra.

Tanti i protagonisti delle due serate, dai galleristi Giampaolo Abbondio (Galleria Pack), Alessandro Casciaro ( Goethe Gallery), Lorenzo Poggiali (Poggiali e Forconi), Roberto Milani (C.r.a.) e Chico Schoen (Guidi & Schoen) inseguito da un folto gruppo di fans, capitanati da Giacomo Costa e Corrado Zeni, fino ad arrivare al berlinese Pascual Jordan (Werkstattgalerie).

Ma nella lunga lista degli ospiti di Be kind, oltre ai galleristi c'erano anche curatori come Alberto Agazzani, Igor Zanti e Carolina Lio, art dealer come Lia Bedogni ed esperti di comunicazione che andavano da Luca Melloni (Clp) a Massimo Mattioli di Artribune.

Sei sedie da una parte e sei dall'altra hanno ospitato la partita a scacchi che da sempre sottintende ai linguaggi artistici. Una partita, il cui esito oggi come ieri stabilisce il passato, il presente e sopratutto il futuro dell'Arte.

Un momento di confronto, di scambio, un rapportarsi sul proprio lavoro ed il proprio percorso artistico, con qualche imbarazzo da una parte e dall'altra, ma una volta tanto senza urla, senza insulti, senza nessuna voglia di far parlare, ma al contrario con attenzione ed interesse e soprattutto gentilezza.

BE KIND

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