IL DIPINTO
L’immagine che chiude il video riguarda “Resurrezione di San Francesco al Prato” dipinto, olio su tavola, di Pietro Perugino. L'opera deve il nome alla chiesa di San Francesco al Prato di Perugia, da dove proviene originariamente. Venne commissionata nel 1499 e compiuta verosimilmente entro il 1501. Con le spoliazioni napoleoniche finì a Parigi nel 1797, ma riportata in Italia nel 1815 venne destinata al pontefice che decise di tenerla in Vaticano. Ad oggi il dipinto è custodito ed esposto presso la Pinacoteca Vaticana.

IL VIDEO
Il video si riferisce ai lavori strutturali progettati e diretti dall’ing. Riccardo Vetturini per il recupero della Chiesa di S. Francesco al Prato a Perugia, interventi finalizzati alla realizzazione di un Auditorium – sala riunioni e convegni.
Il progetto architettonico redatto dallo studio Signorini Associati di Perugia si esprime nei termini concettuali nella conservazione rigorosa dell’impianto allo stato attuale, prevedendo interventi di carattere precario musicali per l’allestimento di un Auditorium, sala riunioni convegni.

LE CAUSE DEL DISSESTO E GLI INTERVENTI DEL 1970
Le condizioni statiche del monumento sono state fortemente compromesse dalla situazione dell’area di sedime del piano fondale. La diversa compressibilità del terreno di fondazione e la presenza di strati di argilla, nonché la presenza delle falde acquifere sotterranee, hanno determinato i lenti movimenti che hanno prodotto nelle pareti della Chiesa ampie lesioni e fuori piombo. La parete nord che chiude il lato destro della navata così come la torre campanaria settecentesca sono fondate direttamente su uno strato conglomeratico pressoché incompressibile. Sono infatti queste le porzioni della Chiesa che non hanno subito alcun cedimento, mentre il costipamento degli antichi strati di riporto ha innescato il relativo allontanamento delle pareti del lato sud-ovest della Chiesa al quale ha fatto seguito il collasso del sistema strutturale del complesso edilizio.
Le condizioni di dissesto hanno caratterizzato la storia della Chiesa sin dalla sua realizzazione. Cronache del seicento confermano la realizzazione di cunicoli drenanti che rappresentano un primo tentativo di regimazione delle acque di falda nella zona absidale della Chiesa.
La Chiesa nasce nel 1250-1261 in perfetto stile gotico, tuttavia dopo varie vicissitudini nel settecento l’arch. Carattoli ne stravolge non solo l’aspetto architettonico figurativo del complesso ecclesiastico, ma ha anche modificato le strutture, modificando il percorso delle sollecitazioni e dei carichi cambiando la tipologia delle volte e delle coperture, l’interasse dei colonnati e inserendo un “pesante” tiburio. Questi interventi hanno di fatto sovraccaricato la zona dell’abside e del transetto, aree dove per altro gli strati di riporto avevano una maggiore potenza e di conseguenza una maggiore sensibilità a costiparsi. La superficie del contatto stratigrafico dei terreni conglomeratici in posto, presenta un declivio verso tale zona determinando così, a seguito del costipamento di tali riporti, non solo un abbassamento, ma anche una componente orizzontale del cedimento delle strutture murarie sovrastanti.
La demolizione dell’intervento Carattoliano, eseguita dal 1926 al 1934, rappresenta l’estremo tentativo di “alleggerimento” delle strutture della Chiesa così da “rallentare” l’evolversi di ciò che allora erroneamente si riteneva la “frana di San Francesco al Prato”. La ricerca delle cause di dissesto ha prodotto, dal 1922 ad oggi, una decina di studi. Intorno al 1970, a seguito del crollo di una parte della copertura, venne ricostruito il tetto e vennero eseguiti interventi di sottofondazione mediante micropali con l'intento di sanare il problema dei cedimenti verticali. In occasione del rifacimento della copertura, perseguendo il fine di riportare alla quota originaria l’altezza della Chiesa, venne realizzato una parete in cemento armato di altezza pari a circa 3.5m per uno spessore variabile di circa 70cm, cava all’interno, per l’intera lunghezza della navata.
Gli interventi strutturali e di restauro eseguiti hanno posto rimedio alle condizioni di fatiscenza e di abbandono della ex Chiesa e posto le basi per la realizzazione del nuovo Auditorium di Perugia. Gli interventi eseguiti per conto Soprintendenza dei Beni Artistici e Paesaggistici dell’Umbria sono stati svolti per stralci successivi dal 2002 al 2012. Oggi, inizio 2014, il Comune di Perugia, proprietario del bene, sta concludendo l’iter di approvazione del progetto di completamento che porterà al definitivo recupero funzionale del complesso di San Francesco al Prato a Perugia.

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