feat. oginoknauss (oginoknauss.org)
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"Nel secondo secolo a.C., nasce una statua destinata a diventare una delle icone dell' arte. L' Afrodite di Melos, o Venere di Milo. In seguito, in un momento introvabile della storia Umana, essa ha perso le braccia. Esse furono mozzate, in un tragico incidente che paralizzandone l'azione ne ha anche esaltato la grazia.

E' da allora che la Dea della bellezza, luminosa nel suo Immobile Splendore, ci guarda con la malinconica dolcezza di colei che profondamente ama, ma che non puo' carezzare l'oggetto amato. E noi, suoi sciocchi amanti, l' abbiamo adorata immobili; troppo attenti a contemplarne le forme, troppo innamorati per leggere nei suoi occhi tristi, troppo giovani per saperle parlare.
Molto a lungo il nostro amore è stato la contemplazione di una tortura. Troppo a lungo ci siamo avvinghiati in una monca unione senza braccia.

I tempi sono cambiati.
Essa rinascerà!

Non opera d'arte, perchè dalla massa non nasce l' Arte.
Non scoordinato gesto intuitivo, ma opera di Lucido Fanatismo Consapevole.
Non applicazione di uno schema, ma nemmeno una sua nascita qualsiasi.
Non manifestazione del degrado, ma Elevazione che di esso si è cibata.

Ed è attorno a Lei che nasceranno danze pagane, attorno a Lei e per Lei creeremo il nostro Mondo, con la leggerezza di chi ha bevuto l'amaro calice della decadenza e la grazia che solo dal Suo sguardo puo' provenire, e finalmente illuminarci.

Le nostre braccia saranno le sue braccia, e finalmente torneremo a toccare il Mondo.

- Semol Dediafro, Il Libro del Profeta, secolo XXI"

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