Nel "De l'infinito universo et mondi" il copernicano Giordano Bruno sostiene, come già Epicuro da Samo e Lucrezio, che le stelle sono soli lontanissimi attorno ai quali girano pianeti e alcuni di questi mondi sono abitati da esseri intelligenti. Quattro secoli prima della scoperta (1995) dell'esistenza dei pianeti extrasolari e 350 anni prima dell'inizio (1960) della ricerca radiotelescopica di segnali provenienti da eventuali civiltà extraterrestri (SETI, Search for Extra Terrestrial Intelligence). Subito dopo il rogo di Giordano Bruno, le scoperte di Galileo abbattono l'architettura filosofica aristotelica e tolemaica delle "sfere di cristallo", cambiando completamente la nostra visione dell'universo.

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