La voce di Isa Danieli e la maestria artistica di Danilo Rea fanno rivivere l’arte di Eduardo. Quella di poeta e di cantore, in uno spettacolo inedito che sabato ha aperto l’edizione estiva del Ravello Festival. Sul palcoscenico di Villa Rufolo, che segue quest’anno con le sue nuove forme la morbidezza delle linee della Costiera, sono saliti la signora del teatro italiano e il re del jazz per una serata carica di suggestioni. La Danieli, napoletana doc e storica allieva di Eduardo, ha prestato la sua voce per meglio reinterpretare la produzione artistica del grande drammaturgo al quale Ravello ha dedicato il suo omaggio, proprio in apertura del Festival, nei trent’anni dalla morte. E così, due artisti importanti hanno unito le loro capacità per dar vita a uno spettacolo insolito e per questo non banale, al tempo stesso una jam session e un progetto culturale. “Amati fogli sparsi: Eduardo in parole e musica” si è snodato tra opere teatrali e poesie messe in musica e canzoni. A cominciare da “Uocchie c’arraggiunate”, una delle più appassionanti e struggenti canzoni napoletane, nonché la preferita di De Filippo. Non potevano mancare “Filumena”, “‘A gatta d”o palazzo”, “Nun me guardate”, “I’ faccio scemo o’core” e la toccante “Rosa de’maggio”, oltre a “Silenzio cantatore”. Una carrellata di opere che ha regalato emozioni conquistando un successo di critica e di pubblico grazie alla totale assenza di sbavature e alle capacità degli istinti di Rea e della Danieli, lasciati liberi di creare e amalgamare. E non era certo un compito semplice, tenuto soprattutto conto della produzione vastissima ed eclettica di De Filippo. Alla fine i suoi fogli sparsi, riletti con passione, ironia e commozione, hanno confermato, qualora vi fosse dubbio, la straordinaria capacità di resistere alle insidie del tempo adattandosi in maniera straordinaria a nuove e forse più briose riletture musicali.

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