1. Marzia Vaccari intervista Jo di Femminismo a Sud - femminismo-a-sud.noblogs.org -, blog collettivo antisessista, antifascista, antirazzista, antispecista e non addomesticabile, che ha contribuito a organizzare la seconda edizione del Feminist Blog Camp - feministblogcamp.noblogs.org - (Livorno, Ex-Caserma Del Fante, 28/29/30 settembre 2012).

    Il FemBlogCamp è stata una tre giorni di condivisione, seminari, workshop, proiezioni, dibattiti, musica, arte, spettacoli, reading, cultura, hacking, confronti sul desiderio e la sessualità, precarietà, migranti e molto altro. L’iniziativa, totalmente autofinanziata, è stata realizzata dalle e dai partecipanti all’insegna dell’autogestione.


    Il Feminist Blog Camp è un evento che nasce dall’idea di blogger femministe e blogger disertori del patriarcato che costituiscono già una rete di attivismo antisessista nel web. Come è stato per il primo Feminist Blog Camp, che si è svolto a Torino presso il Centro sociale Askatasuna, anche questo appuntamento è stato in uno spazio dove l’antifascismo significa partecipazione attiva nella creazione di lotte, desideri e relazioni antiautoritarie.

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    « Il naturismo è un modo di vivere in armonia con la natura, caratterizzato dalla pratica della nudità in comune, allo scopo di favorire il rispetto di se stessi, degli altri e dell'ambiente » (Definizione dell'International Naturist Federation, presentata al 14º Congresso Naturista Mondiale (1974)). Il naturismo è un movimento che si propone di promuovere un contatto diretto con la naturaprivo di artificiosità e convenzioni sociali, partendo dal rispetto verso le persone, per arrivare al rispetto degli animali e dell'ambiente attraverso uno stile di vita che vede la nudità come logica conseguenza del proprio modo di essere interiore. Un naturista ha una vita sana, si alimenta con prodotti naturali, pratica attività sportiva all'aria aperta e il suo stare nudo ha una componente sociale, che infatti realizza sia in spazi privati che in spazi pubblici. Il nudismo invece è inteso più propriamente come la semplice pratica del nudo, anche se spesso viene confuso con il naturismo. Viene praticato prevalentemente in zone balneari, senza particolari convinzioni legate al rispetto della natura o ad una vita sana. Talvolta il nudista condivide col naturista ambienti come spiagge o saune, oppure non condivide l'atteggiamento di chi anche in spiaggia segue la moda per la scelta dei costumi, che infatti preferisce non indossare. Il nudista solitamente non crea associazioni come invece avviene con il naturismo. In questo senso quindi si può dire che essere un naturista implica essere anche un nudista mentre il contrario non è necessariamente vero. Numerosi termini, come ad esempio nudità sociale, sono stati proposti come sostitutivo dei due termini suddetti senza però assumere la diffusione dei precedenti. I naturisti pensano che la nudità non sia né degradante, né immorale, né indecente, argomentando che essa è uno stato naturale poiché l'essere umano è nato nudo. Il naturista desidera vivere nel rispetto del proprio corpo, avendo cura della propria salute e apprezzando il contatto con gli elementi naturali. Tra i naturisti è altresì piuttosto comune la convinzione che l'esposizione del corpo nudo offra numerosi benefici alla salute psico-fisica, e permetta una migliore accettazione di sé stessi e degli altri. Nei centri naturisti è prevalente la presenza di famiglie e di persone di età matura, meno frequenti i giovani; nei luoghi dove è permesso ma non obbligatorio, gli uomini che lo praticano sono più delle donne. L'aspetto storico più importante è la connessione della nascita di questo movimento di pensiero e stile di vita con le istanze di Libertà (magari nell'ambito del socialismo anarchico), della reazione all'inurbamento selvaggio e disordinato (di cui parla Jack London ne "Il popolo degli abissi") conseguente ad una rivoluzione industriale che aveva perso ogni controllo, la riscoperta di nuove forme di spiritualità (magari piuttosto confusa, ma di evidente reazione alle religioni istituzionalizzate "di stato"), di recupero del valore del corpo in connessione con la psiche correlato alla scoperta della psicanalisi (dalle prime insicure teorie freudiane sino ad arrivare a Carl Gustav Jung ed a Alexander Lowen).Tutto questo fa sì che coloro che aderirono a questo movimento di pensiero fossero anche portatori delle istanze di liberazione sessuale di matrice psicoanalitica e socialista rappresentando la reazione alla repressione ufficializzata della sessualità perdurata dal primo Medioevo agli inizi del Novecento, ma non certo che praticassero riti orgiastici come spesso s'è verificato in certe sette neo-pagane da tempi remoti sino ai giorni nostri. Sicuramente naturisti a pieno titolo erano gli aderenti al movimento hippies negli anni sessanta e settanta (anche se in questo àmbito l'impiego diffuso di droghe più o meno leggere era di quanto più distante ci fosse alla filosofia naturista), che molto ha contribuito ad una sua diffusione nel mondo, come a rendere comunemente accettate certe idee che erano considerate quantomeno sovversive sino agli anni cinquanta.

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  3. Marzia Vaccari intervista Luki Massa, direttrice artistica di Some Prefer Cake - someprefercakefestival.com, il festival internazionale di cinema lesbico, organizzato da Fuoricampo Lesbian Group, che si terrà a Bologna dal 20 al 23 settembre 2012.

    Some Prefer Cake, che celebra la sua sesta edizione, si conferma come osservatorio privilegiato sul cinema a tematica lesbica da tutto il mondo: quattro giorni di intensa programmazione che propone la migliore produzione filmica indipendente presentata nel circuito internazionale dei festival di cinema e di cinema Lgbt. 1460 minuti di proiezioni, 29 film, tra cui 7 lungometraggi narrativi e 10 documentari, 17 paesi di produzione, 4 prime italiane e 3 prime mondiali, 4 incontri con registe e autrici, una mostra fotografica: questo il percorso alla scoperta della ricchezza del cinema lesbico e della produzione artistica e culturale lesbica proposto da Some Prefer Cake.

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  4. Elda Guerra intervista Raffaella Baritono, curatrice del libro Femminismo senza frontiere. Teoria, differenze, conflitti di Chandra Talpade Mohanty.

    Da Mumbai a Occupy Wall Street: è questo l'ideale filo rosso che Chandra Talpade Mohanty traccia nella prefazione all'edizione italiana del suo "Feminism without Borders". Dal sud al nord del mondo, le donne sono protagoniste dei movimenti di lotta nati per denunciare e combattere gli effetti perversi dei processi di globalizzazione economica. Le loro battaglie contro lo sfruttamento, la privatizzazione dei beni comuni, la riproposizione di assetti patriarcali costituiscono il terreno di nuove forme di soggettività femminile, ma anche di costruzione di solidarietà transnazionali, di legami fra i femminismi del nord e del sud del mondo, dopo che si sono svelati i meccanismi che hanno riproposto, anche nei rapporti fra donne, dinamiche di potere caratterizzate da logiche di classe, razza ed etnia. Proprio a partire dalle tensioni e dal riconoscimento delle asimmetrie di potere che storicamente hanno attraversato i movimenti delle donne a livello globale, infatti, si possono individuare per Mohanty nuove forme di solidarietà che hanno come sfondo comune l'anticapitalismo e l'antimperialismo.

    I saggi qui raccolti discutono quindi questioni cruciali della politica e della riflessione teorica femminista contemporanea: il rapporto tra riconoscimento delle differenze e ricerca di un nuovo universalismo; il nesso tra riflessione teorica e attivismo femminista.

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  5. “Il Femminile e la Nostalgia nei Riti settennali”

    Mercoledì 01 febbraio, alle ore 18.30, la Fondazione “Gerardino Romano”, sede sociale in piazzetta G. Romano, n. 15, Telese Terme (BN), ha ospitato la dott.ssa Filomena Rita Di Mezza. All’incontro, coordinato dal prof. Felice Casucci, è stato presentato il breve riscontro letterario, “Un mistero profano” pubblicato da Aessestampa, 2010, che apre una prospettiva sugli aspetti psichici della femminilità presenti nei Riti settennali.

    Saranno approfonditi alcuni argomenti, scelti tra quelli che maggiormente hanno suscitato l’interesse dei lettori. In particolare, l’ipotesi che i Riti costituiscano, tra l’altro, una possibilità di vivere collettivamente la “Nostalgia”: “lo struggente desiderio del ritorno”. Una configurazione classica del sentimento nostalgico è, infatti, l’attrazione verso il legame originario con la madre, verso un “luogo” all’origine di quel legame, che si forma nel corpo della donna, in cui la nuova vita ha stazionato per nove mesi e a cui subito dopo si è aggrappata per sopravvivere. Guardia Sanframondi, ogni sette anni, si concede una profonda immersione nella nostalgia per la Madre terra, offrendo alla propria collettività l’occasione di rivivere il ritorno al materno che, nel Cattolicesimo, è rappresentato dalla Madonna. Ma, la particolarità di questi Riti è che sono stati capaci di tramandare, nel tempo e nelle generazioni, modalità privilegiate per riattivare la memoria di quel legame principalmente corporeo e sensoriale, materno e femminile. In questo senso si può dire che Guardia tramanda un sapere collettivo profondo, e che i Riti, di solito identificati con gli uomini che si battono, connotano il paese di femminilità e di nostalgia. Si farà un accenno, in parallelo, alla città di Lisbona, l’altro luogo, in cui si snoda la trama della narrazione. La scrittrice ha scelto questa città perché è la patria del Fado, il canto nostalgico per eccellenza, quello con cui i navigatori portoghesi davano voce al doloroso desiderio del ritorno, mentre si allontanavano dalla Madre terra verso l’Oceano. In quell’atmosfera nostalgica, si è compiuta l’epopea delle grandi navigazioni portoghesi. Lisbona, come Guardia, ha saputo fare della nostalgia un elemento di grande ricchezza culturale e di caratterizzazione della propria identità collettiva.: “per gli spazi dell’anima, questi luoghi non sono poi così distanti”

    La Fondazione Gerardino Romano accoglie la conversazione sul libro della dott.ssa Di Mezza come espressione letteraria di una ricerca del genius loci, caro alla tradizione greco-romana, che la Fondazione stessa da tempo persegue, di spirito di nostalgia, di vitalità e di speranza.

    Saranno mostrati anche un video, realizzato dall’Avv. Fulvio Di Mezza, e quadri dipinti dal Dr. Maurizio Luigi Volpe, Direttore dell’Unità Operativa di Salute Mentale di Puglianello-Bn, contributi e riscontri preziosi rispetto al testo, suggestivamente trasformato in altri codici espressivi.

    Gli incontri della Fondazione, aperti al pubblico, si svolgono ogni settimana e rappresentano un momento di confronto dialettico volto a favorire una crescita culturale, equilibrata e sostenibile, del territorio sannita.

    Dr.ssa Filomena Rita Di Mezza, Psicoterapeuta di formazione Psicoanalitica, lavora a Telese Terme-Bn, come libera professionista.

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