1. Un nuovo album a Natale con la metà dei brani scritti da lui. A svelarlo è Peppino Di Capri al Ravello Festival dove ha partecipato, venerdì 9 agosto, allo spettacolo “Canzoni dal secolo Breve” condotto da Pippo Baudo. All’Auditorium Oscar Niemeyer il cantautore ha concluso la serata in omaggio a Cesare Andrea Bixio cantando la sua ultima canzone “’A voglia e’ cantà’”: “Il singolo è scaricabile su Itunes; è un brano spensierato
    e orecchiabile”, spiega Di Capri. Il cantautore napoletano non crede, a differenza di Pippo Baudo, che le canzoni di oggi non siano belle e interessanti. I talent show? Danno grandi opportunità ma contengono
    un fattore di rischio: “Da una parte possono essere fabbriche di delusioni del tipo “Mors mea, vita tua”; dall’altra, se questi programmi televisivi riescono a sfornare due o tre giovani all’anno, ben vengano”, conclude.

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  2. Nina Zilli e Fabrizio Bosso al Ravello Festival per il loro progetto live “We Love You”

    Sold Out e standing ovation finale per l'omaggio live alle grandi voci della musica soul: da Amy Winehouse a Nina Simone, passando per Sam Cooke, Otis Redding, Etta James, Marvin Gaye e molti altri. Un viaggio attraverso la musica di Detroit, la Motown, l’r’n’b di Memphis, il blues di Chicago e il Philadelphia sound. Il tutto rivisitato magistralmente in chiave jazz da Fabrizio Bosso accompagnato dalla voce di Nina Zilli. Al Ravello Festival sbarca il fortunatissimo progetto live della “strana coppia”. Lunedì 13 agosto (ore 21.30) il talento musicale di Bosso e la straordinaria voce della Zilli saliranno sul Belvedere di Villa Rufolo accompagnati da una band altrettanto straordinaria formata da elementi scelti accuratamente dallo stesso Bosso per le qualità non solo tecniche e strumentali ma anche per l’approccio trasversale alla musica: al pianoforte e alle tastiere si esibirà Julian Oliver Mazzariello, alle chitarre Egidio Marchitelli, al basso e contrabbasso Marco Siniscalco e alla batteria Emanuele Smimmo.
    Dopo essere stato suo ospite a Sanremo 2012 per interpretare il brano “Per Sempre” e aver condiviso con lei pochi mesi dopo l’esperienza televisiva di “Panariello non esiste”, Fabrizio Bosso ha deciso di coinvolgere Nina Zilli per realizzare un omaggio alle grandi voci del soul. Un’idea tenuta nel cassetto che ha visto la luce dopo aver conosciuto di persona l’estro e il talento della cantante piacentina.
    Le sue esperienze internazionali in giovanissima età l’hanno resa un’artista libera dagli schemi, con una capacità di tramutarsi e di integrarsi. Una spigliatezza e una simpatia naturali ne completano il vulcanico talento. Oltre ai classici del soul, il repertorio di “We love you, Jazz’n Soul” comprende anche degli standard jazz interpretati dalla tromba di Bosso e alcuni dei maggiori successi della Zilli.
    Tutto nasce dall’amore per la musica Black, la più antica – dichiara Nina - , quella maledetta pentatonica che ha dato il “La” (più letterale che mai) alla musica moderna. Canterò al storia del Soul, da Nina Simone ad Amy Winehouse, ma sarà il Jazz a scardinare le note. Fabrizio Bosso, la sua tromba e una fantastica band, saranno i miei compagni di viaggio, uniremo i nostri punti di vista grazie alla magia della musica Jazz&Soul.
    La versatilità di Fabrizio Bosso è una delle sue virtù migliori e la scelta di Nina Zilli per accompagnarlo in questo percorso è stata pressoché immediata.
    Da tempo meditavo di realizzare un progetto con una voce - dichiara Fabrizio -. Dopo aver conosciuto Nina ho capito da subito che era lei la persona giusta, sia per il timbro che per il mondo da cui proviene. Mi ha colpito anche la sua spontaneità e la sua autoironia, essendo una grande professionista ha dimostrato da subito di volersi mettere in gioco. Ho scelto i musicisti personalmente per la loro versatilità, dopo la prima prova in studio con Nina abbiamo capito tutti che avevamo fatto centro.

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  3. Al Ravello Festival arriva la comicità dissacrante degli Oblivion,
    a metà tra Quartetto Cetra e il trio Solenghi-Marchesini-Lopez
    “Il nostro Verdi è un idolo da X-Factor”

    Dante, Manzoni, Collodi, Shakespeare: sono ormai quasi cinque anni che gli Oblivion, al secolo Graziana Borciani, Davide Calabrese, Francesca Folloni, Lorenzo Scuda e Fabio Vagnarelli, demoliscono a colpi di ironia e vocalizzi i pilastri della cultura italiana e non solo. Ma stavolta nel mirino del quintetto bolognese, divenuto celebre nel 2009 grazie alla parodia “I Promessi Sposi in 10 minuti” caricata su YouTube, ci sono due mostri sacri della musica classica: Giuseppe Verdi e Richard Wagner.
    E proprio nel bicentenario della nascita dei due compositori, gli Oblivion scelgono la cornice del Ravello Festival per la prima nazionale del loro nuovo spettacolo, “Othello (l'h è muta!)”, che si terrà il 17 agosto alle 21.30 sul Belvedere di Villa Rufolo.
    Definito dagli stessi Oblivion come “un'orgia tra Verdi, Wagner e Shakespeare, con Rossini a fare da voyeur”, lo spettacolo è un gigantesco calderone dal quale, quasi per magia, i cinque cantori riescono a tirare fuori una magica pozione musicale che unisce Verdi e i Gipsy Kings, Gaber e gli 883, Arrigo Boito e Freddie Mercury. “Uno dei nostri obiettivi principali è sempre stato quello di riassumere in pochi minuti opere immortali - spiega Fabio Vagnarelli -. Stavolta ci siamo concentrati sulle principali arie dell'Otello riassumendole in poche battute e riuscendo così a trasformare il Giuseppe nazionale in un idolo da talent show. Verdi-pop nel nostro Ipod: ora sì che anche lui ha l'X-Factor”.
    Musica classica e teatro quindi, ma anche cinema, con il Moro shakespeariano che si trasforma nel Django di Quentin Tarantino. “Purtroppo – ironizza il quintetto – Tarantino ci ha dato i diritti solo per il sottotitolo e il trucco di Otello!”
    Nati nel 2003, gli Oblivion sono cresciuti ispirandosi a grandi artisti italiani e non solo: “Dal Quartetto Cetra abbiamo ereditato il gusto per la parodia e per la monarchia, dal trio Solenghi-Marchesini-Lopez abbiamo ereditato i baffi e la Premiata Ditta ci ha lasciato solo i Ciufoli!”. E poi ancora il teatro-canzone di Giorgio Gaber, il varietà di Rodolfo De Angelis e gli sketch dei Monthy Python.
    Nonostante la gavetta nel mondo del teatro e dei musical, i cinque non rinnegano il successo che gli ha regalato la Rete: “La scelta di comprimere grandi opere nasce dalla pigrizia e dalla voglia di ribellione. Il popolo del web ha aderito subito al nostro programma regalandoci milioni di click. In fondo anche noi siamo Cinque Stelle. Anche se facciamo poco Movimento”.
    Oggi, forti di milioni di visualizzazioni su YouTube, la loro feroce ironia sbarca su un palco importante come quello di Ravello, nel tentativo di portare un pizzico di follia nel mondo della musica classica: “Approdare qui per noi è un traguardo molto importante e siamo certi che anche Othello, se fosse sbarcato a Ravello anziché a Cipro avrebbe trascorso una luna di miele molto più piacevole”.

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  4. Uno spettacolo tra musica e teatro dedicato a Roberto Murolo quello di Tosca al Ravello Festival domenica 18 agosto. “Perché un omaggio a Roberto Murolo? Semplice, è riuscito a spogliare la canzone napoletana rendendola più semplice e per questo ancora più bella”, spiega la cantante che, agli inizi della sua carriera, ha incontrato Roberto Murolo durante una trasmissione televisiva condotta da Renzo Arbore. Sul palco del Belvedere di Villa Rufolo momenti di virtuosismo, gioco musicale con alcune macchiette e anche chicche di grandi melodie partenopee: da “Il canto delle lavandaie del Vomero” a “Je te voglio bene assaje” fino ad arrivare a “Cantava”, un inedito dedicato a Murolo e scritto poco prima della sua morte da Enzo Gragnaniello. Lo spettacolo non avrebbe potuto essere realizzato senza l’aiuto di Renzo Arbore e di Massimo Venturiello. L’uomo di “Quelli della notte” e anche Nando Coppeto, presidente della Fondazione Murolo, hanno dato una mano a Tosca nella scelta della scaletta, una miscela di grandi canzoni partenopee e perle rare.
    “Nella Fondazione lavoriamo per portare all’estero un canzone napoletana di qualità e Tosca è una di quegli artisti che lo può fare”, dice Coppeto. Non solo musica nello spettacolo a Villa Rufolo. Tosca si sente per metà attrice e per metà cantante e nell’omaggio a Murolo ha coniugato le due personalità con l’aiuto dell’attore e regista Massimo Venturiello. “Massimo ha creato la tessitura poetica e teatrale dello spettacolo in cui si parla di Napoli e della sua bellezza”, dice. Ad accompagnare Tosca sul palco di Ravello, Giovanna Famulari, Massimo De Lorenzi, Ermanno Dodaro, Emanuele Buzi e Vladimiro Buzi. Gli arrangiamenti sono della Bubbez Orchestra e del Duo Anedda. La cantante romana è stata anche protagonista di un incontro con il pubblico nei giardini di Villa Rufolo.

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  5. A 8 anni ascoltava Stevie Wonder e Whitney Houston. La cantante livornese Karima, classe 1985, non nasconde la sua passione per la musica americana che l’ha portata a collaborare con il pianista statunitense Burt Bacharach. Sul palco del Belvedere di Villa Rufolo, martedì 20 agosto (ore 21.30), la cantante gli ha reso omaggio reinterpretando i suoi brani nello spettacolo “Karima sings Bacharach”. Karima registrerà il disco "Karima sings Bacharach" durante il concerto al Maschio Angioino di Napoli il 16 settembre.
    “Avevo 16 anni e un mio vecchio fidanzatino mi regalò il primo disco di Bacharach. Da quel momento non ho più smesso di ascoltarlo e studiarlo”, svela. La collaborazione nasce dall’intuito del compositore americano che ascoltandola ne è rimasto stupito: “Nel 2008 ho cantato una sua canzone durante il tour in Italia. Gli sono piaciuta e da lì non abbiamo più smesso di sentirci”, spiega la cantante. Nel 2009 Karima ha partecipato al Festival di Sanremo con la canzone “Come in ogni ora”, prodotta e arrangiata da Burt Bacharach. L’estate dello stesso anno è stata protagonista con la sua band come opening act degli spettacoli italiani di Anastasia, Simply Red e special guest nel tour estivo del compositore statunitense.
    Ma il vero successo è arrivato l’anno successivo con l’uscita del nuovo disco che ha rinnovato la collaborazione con Burt Bacharach. Il maestro ha scritto per lei un brano inedito e ha diretto le cover di due sue canzoni: “È stata una grande emozione lavorare con lui nella sua casa a Los Angeles. Bacharach è stato sempre presente mentre registravo i suoi brani”, dice Karima.
    Dopo il lavoro con il pianista americano, la cantante sogna una futura collaborazione con Stevie Wonder. È certa di partecipare a Sanremo 2015 per il quale sta scrivendo nuove canzoni. Karima - che ha fatto parte del cast di “Amici” nel 2006 - confessa che i talent show possono diventare una grande vetrina per farsi conoscere ma avverte: “Un cantante deve studiare e aggiornarsi quotidianamente altrimenti, se vai di corsa, puoi al massimo durare un’estate”.

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