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Napoli - "La bellezza salverà il mondo". Ne era convinto il grande scrittore russo Fedor Dostoevskij nella sua travagliata esistenza, spesa alla ricerca del bello nelle forme più semplici e recondite; così come ne è convinto Raffaele Bruno. La storia del principe Myskin avrà sicuramente lasciato il segno nel fondatore del Delirio Creativo e nella sua folle passione per l'arte espressiva. Il teatro come palcoscenico delle umane vicende, lo spettatore come protagonista di un viaggio personale e allo stesso tempo condiviso con gli astanti in sala: questa è l'obiettivo che il Delirio promette di offrire anche nella sua ultima produzione teatrale "Criature", portata in scena il 5 maggio, al Teatro Palcoscenico di Napoli.

Raffaele Bruno, trentanovenne sceneggiatore e regista della pièce teatrale, è al suo terzo lavoro. Dopo "Urla" (messo in scena con il patrocinio regionale in diverse scuole e teatri campani) e il Ghiaccio sulla pancia, ecco Criature. Il lavoro, in attesa di affrontare la prova del fuoco del pubblico, ha già ricevuto importanti riconoscimenti della critica. Finalista alla rassegna teatrale "Lodi di pace" e menzione d'onore a" Parole in corsa", parti del testo sono state raccolte in un libro edito dalla Full Color Sound. Nato 8 anni fa come laboratorio interattivo, il Delirio ha cercato di dare sostanza, attraverso l'improvvisazione estrosa, al caos organizzato; un rito collettivo in cui viene celebrata la sacralità dell'esperienza teatrale.

In questi anni il laboratorio per la "liberalizzazione delle menti creative" si è affermato fino a diventare riferimento nella produzione teatrale sui generis. Grandi meriti devono essere riconosciuti alla maturazione individuale e professionale del regista, che ha potuto raffinare il suo metodo arricchendolo di contaminazioni artistiche d'alto profilo. Bruno in questi anni ha avuto modo di collaborare con Stefano Benni, di cui è assistente per la fase teatrale durante i suoi corsi. E' proprio il celebre scrittore e poeta bolognese il padrino d'eccezione di Criature; la rappresentazione scenica di una vicenda realmente accaduta dagli alti contenuti drammatici. La storia di un giovane killer che sta per ammazzare il boss quando questi si fa scudo del corpo del proprio bambino. Una vicenda di cronaca a forti tinte nere, narrata dal punto di vista dei protagonisti, non senza lasciar che una luce gentile rischiari di speranza la platea.

Il pubblico anche in questo spettacolo avrà un ruolo importante. Il Teatro Palcoscenico, sito in via Gaetano Argenteo, per l'occasione sarà attrezzato come un grande palco per permettere ad ogni singolo spettatore di essere parte attiva del "rito sacro" che sarà celebrato a teatro. Criature rappresenta un ulteriore passo in avanti nella crescita esponenziale del "Delirio creativo": l'opera della maturità.

Una sinfonia di "Una musica di speranza e di dolore assieme, solo a Napoli si può suonare" -- come recita la dedica di cui Stefano Benni ha fatto dono al Delirio dopo aver letto il testo dell'opera. Un'esperienza unica, in definitiva,come unica ed inimitabile è la capacità degli artisti napoletani di bruciare drammi e speranze,lutti e resurrezioni dell'umana realtà nello spazio di un atto. (05.05.13)

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