Jacopo Mattia Alegiani

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Jacopo Mattia Alegiani was born in November of ' 73 in Rome, the city where he lives and works.
Painter, curator of exhibitions and co-founder of the : Le Opere (space dedicated especially to young artists). In over twenty years of activity exhibited in public and private structures, in Italy and abroad. Some of his works are on permanent display at public institutions of the city of Rome.
Jacopo has long path research and testing, ranging from graffiti to large canvases, before arriving at the paintings that have as main topic the television. We are accustomed to the stereotype of the viewer still, addicted, collapsed on the sofa passively absorbing images and news. Jacopo reverses the roles, and the role reversal is recurrent in its artistic representation.
The spectator's action allows the paintings – and then to the television screen-to generate input. To receive information is essential to stimulate the movement by disengaging so people from the bondage of uncritical acceptance. At a time when the machines replacing human beings in paintings by Jacopo is the man who imitates the machine and not the other way around. And reproduction of digital television effect does not occur using the computer, but painting.
The paintings – televisions show interference, unpublished landscapes, lack of signal represented by blue. The tv seems to become more interesting when a signal fails and interference master screen.
Spectators intoxicated from eating you alive. Plasma screens that beg for dialogue, gestures, two-way transmissions. No signal. Pure aesthetic effect. Jacopo tends to the essence of beauty, beauty that coming out from abstraction of the concept, it becomes the real cure for the human being.

Jacopo Mattia Alegiani è nato nel novembre del ’73 a Roma, città dove vive e lavora.
Pittore, gallerista, curatore di mostre e co-fondatore della galleria Le Opere (spazio dedicato soprattutto ai giovani artisti). In oltre vent’anni di attività ha esposto in strutture pubbliche e private, in Italia e all’estero. Alcune sue opere sono in mostra permanente presso enti pubblici del Comune di Roma.
Jacopo ha percorso lunghe ricerche e sperimentazioni, spaziando dai graffiti alle grandi tele, prima di arrivare ai quadri che hanno come soggetto principale la televisione. Siamo abituati allo stereotipo del telespettatore immobile, assuefatto, sprofondato nel divano ad assorbire passivamente immagini e notizie. Jacopo inverte i ruoli, e l’inversione dei ruoli è ricorrente nella sua rappresentazione artistica.
L’azione dello spettatore permette ai quadri – e quindi allo schermo televisivo - di generare input. Per ricevere informazioni è essenziale stimolare il movimento, svincolando così le persone dalla schiavitù dell’accettazione acritica. In un’epoca in cui le macchine si sostituiscono agli esseri umani, nelle tele di Jacopo è l’uomo che imita la macchina e non il contrario. E la riproduzione dell’effetto digitale della televisione non avviene utilizzando il computer, ma dipingendo.
I quadri – televisori mostrano interferenze, paesaggi inediti, mancanza di segnale rappresentata dal blu. La tv sembra diventare più interessante proprio quando il segnale viene a mancare e le interferenze padroneggiano sullo schermo .
Spettatori intossicati dal consumo che si animano. Schermi al plasma che implorano dialoghi, gesti, trasmissioni biunivoche. Assenza di segnale. Effetto estetico puro. Jacopo tende all’essenza del bello, il bello che uscendo fuori dall’astrazione del concetto, diventa la vera cura per l’essere umano.

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