Occhi di Astronauti
Lo spazio è incolmabile. Il divario ampio. Da fuori c'è chi osserva con occhi distanti e curiosi.
Sono occhi di astronauti che si incrociano su orbite concentriche diritte verso la Terra, un grosso minerale dal potenziale ancora inespresso, musicalmente interpretabile in forme diverse. L'impatto è straniante, i frasari obliqui, ricchi di riferimenti destinati a sparuti gruppi sovversivi capaci di recepire il messaggio, per lo più situati nell'Europa del Sud.
Gli astronauti gravitano attorno, scrutano, carpiscono: reinterpretano linguaggi.Dicono di chiamarsi Polly [già voce dei “ Il Lato Oscuro della Costa” e dei “Delitto Perfetto”) e Max Prod [anima musicale dei “Groovenauti”].
Da lassù vedono crateri, montagne ed oceani. Spazi vastissimi. Spazi colmabili con formule sonore e frasari segreti solo vagamente assimilabili alla pratica del rap. Scrutano dalla stazione orbitante.
Il limite del loro sguardo è ignoto.
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