Due ragazze Afar, Fatuma (10) e Assya (13), raccontano la loro vita quotidiana in due diversi accampamenti della Regione Afar d’Etiopia. Entrambe però affronteranno problemi importanti. Fatuma deve trovare il modo di sposare il ragazzo che ama sottraendosi al matrimonio tradizionale obbligatorio (l’absuma), ma nel rispetto della legge afar, mentre Assya ci rende partecipi di un problema al quale sono confrontati tutti gli Afar della valle dell’Awash: il conflitto con i Somali Issa e la sottrazione di bestiame e di pascoli. Le soluzioni saranno trovate: Fatuma sposerà il suo amato e la famiglia di Assya recupererà il bestiame rubato grazie alla fi’ma, la milizia tradizionale afar. Alla fine le due ragazze troveranno anche il tempo e le occasioni per sorridere e divertirsi. Gli Afar sono una popolazione di allevatori semi-nomadi di zebù, capre e pecore, ma il loro animale culturalmente più importante è il dromedario, che rappresenta il prestigio e la ricchezza e viene utilizzato in tutti i momenti importanti della vita. In Italia erano i Dancali del periodo coloniale, dipinti sempre come feroci e infidi, un cliché spesso ancora oggi utilizzato da un certo turismo “estremo”. Gli Afar vivono divisi tra Etiopia, Eritrea e Gibuti e ovunque sono una minoranza discriminata. In Etiopia, dove si trovano le due ragazze protagoniste del film, il governo federale li allontana dai loro pascoli per far posto a grandi progetti di agricoltura industriale di cui essi non beneficiano. Per una delle protagoniste, Fatuma, c’è anche un problema più personale: si è innamorata di un ragazzo che non è però quello che dovrebbe sposare secondo la tradizione afar. Ma, come in tutte le società umane, anche in quelle dove le regole di vita sono più rigide, c’è sempre lo spazio per una soluzione concordata per le eccezioni e il film vuole mostrare anche questo. Importante poi è lo spazio che i giovani Afar, ragazze e ragazzi, danno alle danze e ai canti, sempre notturni. “Fatuma e Asya” vuole mostrare la vita delle ragazze Afar, una quotidianità spesso difficile, ma dove c’è sempre spazio, come ovunque, al sorriso, ai piccoli grandi amori e ai sogni.
Il film è stato selezionato a: 3rd Delhi International Film Festival 2014 ; Ethnocineca - Ethnographic and Documentary Filmfest Vienna 2015 ; AfryKamera - African Film Festival, Warsaw 2015 ; 14th RAI International Festival of Ethnographic Film, Bristol 2015.

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