“IRIRIA è una bambina grassa dalla cui carne il dio SIBÖ decise di creare la terra, dopo di chè seminare è creare la vita…”

Comincia cosi il racconto di IRIRIA – NIÑA TIERRA che, dal ritratto della comunità BRIBRI-CABECAR della riserva indigena di Alta Talamanca in Costa Rica, fonde cosmovisione e attualità, giornalismo e antropologia, documentario e cinema. Le voci degli innumerevoli personaggi, dall’AWÁ (sciamano curatore) agli anziani saggi, dal Professore di Cultura BRIBRI della scuola di COROMA al governo locale ADITIBRI, ci raccontano di una terra viva che sente e vede grazie agli spiriti della foresta, del mare, dell’uragano e degli animali; e che ci parla tramite i suoi eventi naturali come i terremoti, le inondazioni e il riscaldamento globale che affrontiamo oggi con frenetica disperazione. La natura stessa (quale personaggio principale del documentario) ci accompagnerà con il suo impatto visivo e la sua incantevole energia, nell’analisi culturale del comportamento dell’uomo rispetto all’ambiente in cui vive, quale radice dei problemi ambientali a cui dobbiamo far fronte nel XXI secolo. Un viaggio che attraversa cosmovisione, spiritualità, difesa della terra, comportamento umano, rottura degli equilibri, interpretazione e lettura dei disastri naturali, dal locale all’universale. Dall’analisi del rapporto uomo-terra, ormai non più sostenibile, si delinea una visione di un futuro in cui un cambiamento, culturale ancor prima che tecnologico, sarà imposto dalla forza di IRIRIA se l’uomo non sarà capace di cambiare in tempo.

“….ancora non abbiamo visto tutto ma abbiamo ricevuto un avviso”.

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