NADiRinforma incontra Norma Rangeri: ci troviamo dinanzi alla crisi economica di un quotidiano come il Manifesto, crisi che rischia di determinarne la chiusura, questa chiacchierata con la direttrice Norma Rangeri è orientata a comprenderne le ragioni.
Come scrive Ugo Mattei: "é il momento di pensare davvero a come sarebbe l'edicola senza il manifesto... non sarebbe un impoverimento politico e culturale per tutti ?"
L'informazione non è forse un diritto umano? Come può essere sottoposta alle leggi del mercato?
Crediamo che la sopravvivenza del quotidiano sia nel potere di tutti noi,
cittadini partecipi ed impegnati nel processo di cambiamento di un sistema sociale decadente in ogni sua espressione. Crediamo che il nostro contributo possa passare attraverso la crisi di una sperimentazione sociale e politica, quale è il Manifesto, facendo riemergere ed attecchire di fatto ciò che tutti noi auspichiamo: vivere in una Comunità competente.
Il Manifesto, oltre ad essere un quotidiano, è un sistema "altro" di fare informazione, di lavorare in gruppo, è un canale ove potrebbe confluire la società civile organizzata.
Il Manifesto compirà 40 anni nel 2011, ha accumulato tante esperienze passando attraverso anni piuttosto impegnativi per il nostro Paese e noi crediamo che ora come ora, viste le condizioni nelle quali il nostro contesto sociale versa, sia indispensabile avere a disposizione uno strumento di informazione supportato dalla cooperazione, fuori dai partiti e soprattutto senza editore, quindi libero di informare.
Solo attraverso la partecipazione, la responsabilizzazione si può ambire alla
conquista della libertà e noi crediamo che in questo momento di difficoltà ci possa, anzi ci si debba mettere alla prova: salviamo il Manifesto
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