Il Cairo, quartiere popolare di Zawiya el Hamra. Negli anni ottanta gli abitanti delle « palazzine di Nasser » (chiamate il Quadrato) decisero di costruire un giardino che col tempo si è trasformato in una discarica e nel luogo preferito dagli spacciatori del quartiere. L'Ong Cospe ha contribuito a recuperarlo, ma adesso la sfida è quella di convincere gli inquilini del Quadrato a preservarlo. Nell'arco di trent'anni il tessuto sociale delle palazzine di Nasser si è andato sempre più degradando e all'interno del Quadrato adesso convivono persone « benestanti » e famiglie del sottoproletariato. La loro idea di « bene comune » cambia sensibilmente a seconda delle loro condizioni di vita. Quello che accomuna tutti è la nostalgia per l'Egitto di ieri, dove c'era una coesione sociale adesso perduta. È l'Egitto mitizzato e incarnato nella figura di Nasser, ai tempi del quale « tutti erano uguali come i denti di un pettine ». Finito di girare nel dicembre 2010, Nasser mon amour raccoglie le testimonianze di un microcosmo che funge da paradigma delle contraddizioni della società egiziana; e fa riflettere sulle cause che hanno spinto il popolo egiziano a scendere in piazza e a dare vita a una rivoluzione.

Regia di Lorenzo Cioffi ed Ermesto Pagano
Fotografia di Lorenzo Cioffi
Montaggio di Chiara Ronchini

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