MARIA SALUTE DEGLI INFERMI - La Cappella del DEAS di Careggi a Firenze

MARIA SALUTE DEGLI INFERMI - La Cappella del DEAS di Careggi a Firenze

Binini Partners

La realizzazione della Cappella per il DEAS della AOUC, l’Azienda Ospedaliero Universitaria di Careggi, ha rappresentato una delicata sfida progettuale, felicemente concretizzata.

Il tema prevedeva di realizzare un nuovo locale dedicato al culto cattolico nell’atrio di distribuzione del Dipartimento di Emergenza ad Alta Specialità, in corso di completamento, all’interno di uno spazio di passaggio interessato dalla fitta maglia dei pilastri strutturali.

La soluzione adottata presenta un disegno morbido e avvolgente che consente non solo di realizzare un ambiente per le funzioni religiose quotidiane o collettive, ma anche di mettere facilmente a disposizione di tutti un luogo di raccoglimento, preghiera e speranza.

La Cappella, dedicata a “Santa Maria Salute degli Infermi”, è stata predisposta in occasione della visita di Papa Francesco a Firenze nel novembre 2015, ed è stata progettata con la condivisione dei competenti uffici dell’Arcidiocesi sotto la direzione di S.E. il Cardinal Giuseppe Betori, Arcivescovo di Firenze, che l’ha consacrata con la celebrazione di Natale del 23 dicembre 2015.


Il progetto prevede una capienza ordinaria di circa 50 persone con la possibilità di aprire lo spazio, mediante i pannelli perimetrali mobili, ad abbracciare tutta la hall, dal piano -1 al livello +1, quasi a trasformarlo in una grande basilica.

Il disegno in pianta si scosta notevolmente dalla rigidità delle pareti circostanti andando a creare una “mandorla” asimmetrica, svincolata dalla maglia strutturale esistente. Questa linea morbida nasce dalla ricerca di una forma avvolgente capace di accogliere all’interno i fedeli, ma anche di accompagnare con la sua curvatura le persone di passaggio nell’atrio. La forma, che scaturisce dai due ingressi ai lati opposti dell’aula, si allarga e si deforma man mano che si avvicina ai punti focali dello spazio liturgico: l’altare e il tabernacolo. In particolare il tabernacolo si protende verso gli spazi di passaggio esterni, tramite tre pannelli vetrati, ponendosi in relazione discreta con chi non ne percepisce il significato, ma come una forte “presenza” per chi ne custodisce il messaggio.

L’aula mantiene una pianta centrale con le sedute disposte a raggiera intorno al presbiterio che si trova al centro dello spazio. Questo permette di creare un ambiente flessibile per diverse esigenze: nel caso si voglia “aprire” la cappella, si potranno impacchettare a scomparsa i pannelli scorrevoli nel deposito dedicato e il sacerdote avrà la possibilità di celebrare in una chiesa allargata a tutto l’atrio circostante, trovandosi comunque al centro dello spazio liturgico.

La pavimentazione in legno della cappella si estende oltre il limite perimetrale dell’aula, per creare una sorta di nartece virtuale in prossimità degli ingressi, in grado di suggerire la prossimità di un luogo dove è presente il sacro.

Per le immagini sacre si è ricorso a due capolavori del patrimonio storico artistico dell’ospedale, adeguatamente restaurati sotto la direzione della competente Soprintendenza. Si tratta di un pregevole Crocefisso in legno intagliato e dipinto, databile fra il XV e il XVI secolo, e di un significativo dipinto su tavola raffigurante la Madonna col Bambino e San Giovannino, attribuito alla bottega di Jacopo del Sellaio e databile alla seconda metà del XV secolo.

La loro collocazione determina ulteriori nuclei di focalizzazione: il Crocefisso, posizionato su un pilastro rivestito in tasselli di travertino dietro l’altare, il dipinto mariano in una nicchia sul lato opposto alla zona presbiteriale, quale ulteriore luogo di raccoglimento.


Per il design coordinato degli arredi sacri, altare, ambone, sede e custodia eucaristica, sedute dei celebranti e dell’assemblea, è stato prescelto un linguaggio contemporaneo, in linea con l’innovazione scientifica e l’avanzamento tecnologico del contesto sanitario.

Le scelte effettuate per l’arredo sono apparse efficaci sia sotto il profilo progettuale che simbolico, per l’essenzialità del disegno e per l’uso di materiali semplici e naturali: “una sobrietà densa e solida, che ben risponde alle esigenze e alla dignità proprie di un luogo di culto, alla drammaticità di un luogo che conosce la sofferenza (dove poco si può concedere ai fronzoli), alle esigenze del tempo presente”.

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