Resoconto esplorazione di grotte nel territorio del Comune di Placanica (RC) 31/8 -- 4/9/2011

Partecipanti:

- Associazione PANGEA (Diego Marin, Erik Schievenin, Michael Bolognini)
- Gruppo Speleologico CAI di Feltre (Mario Casella, Luciano Reolon, Omar Canei, Ofelio D'Alberto, Lanfranco Sbardella, Roberto Zatta)
- Akakor Geographical Exploring (cameraman Michael Bolognini)

Si è conclusa da un paio di giorni una prima prospezione degli ambienti ipogei nel Comune di Placanica (RC). Questa avventura ha portato dei risultati interessanti per una miglior conoscenza del territorio, in stretta collaborazione con l'amministrazione comunale e il sig. Alfonso Caré.

Quest'ultimo si incontrava nel maggio scorso con il dr. Marin Diego ad una conferenza sulle strutture megalitiche evidenziate nell'ultimo decennio nelle Serre Calabresi. Il tema dei megaliti si connette al ritrovamento di circa 300 reperti ceramici effettuato dall'avvocato Tolone di Girifalco negli anni '70. Tali reperti (statue e tavolette) indicavano l'uso dei megaliti quali centri rituali da parte di genti del primo neolitico, comprendendo alcune mappe della zona di Placanica. Una tavoletta riporta l'incisione di un glifo indicante "sepolture", sovrapposto all'ingresso della cosiddetta "Grotta dei Re" nella stessa zona. Da questo spunto nasce l'idea di un'esplorazione del territorio. Si forma così un gruppo eterogeneo che coinvolge 3 associazioni, i cui componenti hanno specifiche competenze.

In poco meno di tre giornate vengono raggiunti ed esplorati siti già individuati in precedenza, in particolare nella zona del Monte Gallo e Survia.
Si è puntato sull'esplorazione di ambienti potenzialmente adattabili all'uso antropico. Eseguendo ardite calate in parete, il 1° settembre sono state raggiunte la Grotta delle Fate e il Covolo dell'Anfranco, due ambienti presentanti graziose concrezioni, sviluppati per circa 20 metri. Il giorno seguente è stata esplorata la Grotta dello Schiavo, la quale presenta un andamento decisamente verticale, sprofondando per circa 40 metri.
Gli ambienti sono caratterizzati da grosse frane, oltre che da una coltre calcitica che ne riveste le pareti. La temperatura dell'aria è di circa 12° C costanti.
Infine, il 3 settembre, è stata ispezionata la Grotta dei Re. All'ingresso, inciso nella roccia a circa tre metri d'altezza, è stato riconosciuto il simbolo iberico indicante "sepolture".
I suoi ambienti, attualmente percorribili, sono semplici e al contempo molto interessanti. Si presenta come una condotta di ampie dimensioni, larga mediamente 4-5 metri e alta circa 7-8 metri. Il soffitto è quasi totalmente assente, segno evidente di un antico crollo. Nonostante ciò il pavimento si presenta uniformemente piano, grazie probabilmente all'intervento di uomini che avevano usato e adattato l'ambiente ai propri bisogni. La grotta termina a ridosso di grossi massi che sono serviti per stabilizzare la sovrastante strada forestale. Un cunicolo laterale conduce in un secondo ambiente che si sviluppa parallelo al principale, ostruito da massi di frana. Lungo la via incontriamo una scala costituita da blocchi sovrapposti in modo ordinato. Questa grotta è potenzialmente d'interesse archeologico per la sua posizione protetta e nascosta, la sua entrata piuttosto stretta e facilmente controllabile, contrapposta agli ampi ambienti interni. Sotto lo strato di terra e di massi crollati potrebbero celarsi interessanti reperti.

Stante la bontà dei segnali geologici e archeologici, si prevede si ampliare le ricerche nel prossimo futuro.

Marin Diego (ASS. PANGEA) e Casella Mario (CAI Feltre)

( Immagini e montaggio realizzati da Bolognini Michael e Archivio Voyager puntata 30/05/2011 )

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