Il tema è “Il mistero dell’ iniquità”.
Seconda carta ai Tessalonicesi, capitolo 2, versi 7 e 8. Questo mistero è cominciato già duemila anni fa. Dice:

“Perche è già in atto il mistero” di cosa? “dell’iniquità.”
Di cosa? Dell’iniquità!
Una cosa è il Mistero della Pietà, quando Dio è stato manifestato, in cosa? In carne. Ma questo è il “mistero dell’ iniquità.”
Dice:
“…solo che c’è chi ora lo trattiene…”
Noi ci immaginiamo che quello che lo stava trattenendo era lo stesso Paolo, la presenza di Paolo, perchè Paolo era vivo. E quindi Paolo non gli permetteva di avanzare perchè il messaggio di Paolo era chiaro e, di fatto, li stava smascherando.
Dice:
“…ora c’è chi lo trattiene, fino a che lui” lui: questo è personale “fino a che lui, a sua volta, venga tolto di mezzo.”

Sta parlando di Pietro. Cominciamo dal primo verso di questo capitolo perchè vediate. Verso 1.
“Ma rispetto alla venuta del nostro Signore Gesucristo e alla nostra riunione con Lui, vi preghiamo, fratelli, di non lasciarvi muovere facilmente dal vostro modo di pensare, nè vi confondiate, nè a causa di spirito, nè per parole, nè per una lettera fatta passare come nostra…”

Come dire che Paolo sapeva già che Giovanni avrebbe scritto, Pietro avrebbe scritto, Giacomo avrebbe scritto, e vi mostrerò più tardi come hanno scritto.

“…nel senso che il giorno del Signore è vicino. Nessuno vi inganni in nessuna maniera, perchè quel giorno non verrà se prima non sia venuta l’apostasia…”

In altre parole l’apostasia, la mancanza di fede, è ciò che avrebbe rivelato che era il tempo.
“…e si manifesti l’uomo del peccato…”
Cosa significa “l’uomo del peccato”? È un uomo o più uomini che insegnano che il peccato è ancora vigente.

“…l’uomo del peccato, il figlio della perdizione, il quale si oppone e s’innalza contro tutto ciò che si chiama Dio o è oggetto di culto, tanto che si siede” a Roma “facendosi passare per Dio.”
Verso 5. Adesso guarda come parla Paolo:

“Non vi ricordate che quando io stavo
ancora con voi, vi dicevo questo? E adesso
voi sapete cosa lo trattiene al fine che,
a suo debito tempo, si manifesti.

Perchè è già in atto il mistero dell’iniquità,
solo che c’è chi ora lo trattiene
fino a che lui, a sua volta, venga tolto di mezzo.

E poi si manifesterà quell’iniquo,
che il Signore ucciderà con lo spirito della Sua bocca
e lo distruggerà con lo splendore della Sua venuta.”

Guarda, questo è ciò che sono io: lo splendore è qualcosa che illumina, che sta illuminando, “lo splendore della Sua venuta”.
E lo stiamo portando alla luce perchè, per la prima volta, la gente viene a sapere che già non c’è peccato.

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