produzione del 2007.

1a tappa da progetto re-mapping sicily

coreografie e regia Roberto Zappalà
musica originale dal vivo I Lautari
testi di Nello Calabrò
disegno luci Marco Policastro
costumi Roberto Zappalà

danzatori Adriano Coletta, Alain El Sakhawi, Roberto Provenzano, Fernando Roldan Ferrer, Salvatore Romania, Antoine Roux-Briffaud, Alessandro Vacca

musicista Puccio Castrogiovanni

foto Gianmaria Musarra
una coproduzione compagnia zappalà danza – Etnafest Arte - Scenario Pubblico – uva grapes festival

La compagnia zappalà danza è sostenuta da Ministero per i Beni e le Attività Culturali Dip.Spettacolo

Instruments è il nuovo progetto di Roberto Zappalà, che sulla scia del suo più recente percorso coreografico, libera il movimento da una drammaturgia troppo complessa per soffermarsi sul corpo nella sua relazione con il suono , il rumore, la musica. Il progetto si dispiega in 3 momenti, nell’esplorazione di strumenti inconsueti quali l’hang , il marranzano, il didgeridoo.

La prima tappa dal progetto Instrument I < scoprire l’invisibile>, è dedicata al marranzano , e lo spettacolo a serata intera debutterà in prima assoluta per Etnafest Arte, coproduttore dello spettacolo, il 26 agosto 2007. La coreografia vedrà in scena sette interpreti maschili e quattro musicisti del gruppo de I Lautari.

Da re - mapping sicily , un percorso che roberto zappalà imbocca con Instrument I e che avrà il compito di rileggere la Sicilia attraverso il suo linguaggio scenico . Dall’ ”inizio” ogni viaggio degno di questo nome è legato ad una mappa; che si segua prima di incominciarlo o che si disegni al ritorno, la mappa è sempre un viaggio. Si può viaggiare anche attraverso i concetti, i luoghi comuni, gli stereotipi, le credenze, le abitudini di un luogo le cui mappe sono logorate per il troppo uso ed è urgente approntarne di nuove. Borges insegna che la mappa non è il territorio, a maggior ragione se il territorio in questione è la Sicilia, perché, come diceva Gesualdo Bufalino, la Sicilia non esiste, ci sono cento Sicilie e ognuna ha altrettante interpretazioni. Per interpretare servono gli strumenti e lo spettacolo si fa carico, nel senso letterale e metaforico, di uno di questi, il marranzano, per farne strumento d’interpretazione, per aprire strade e percorsi che la danza ci propone in maniera dolce e oscura. Ogni strumento è anche una protesi, e la protesi marranzano serve a pescare nel “mare” Sicilia.

Un altro nome popolare di questo strumento è, chi sa perché, scacciapensieri, e la danza dello spettacolo ha l’ambizione alta, com’è giusto che sia, non di scacciarli, ma di farli venire.

Instrument1- scoprire l’invisibile è la prima “camminata” di un viaggio più grande, quello di remapping sicily, un progetto per viaggiatori non per turisti perché: “camminare è una virtù, il turismo è un peccato mortale” (Werner Herzog)

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