VARANASI, ai confini della vita (2010)

Nell'acqua del Gange si immergono i cadaveri prima di bruciarli, nell'acqua del Gange si buttano, non bruciati, ma sistemati tra due lastroni di pietra, i santoni, i vaiolosi e i lebbrosi, nell'acqua del Gange galleggiano tutti i rifiuti e le carogne di una città che praticamente è un lazzaretto, perché la gente ci viene a morire. Ebbene, in quest'acqua, si vedono centinaia di persone che si lavano accuratamente, tuffandosi beate, restandovi immerse fino alla cinta, a sciacquarsi mille volte, a lavarsi la bocca e i denti: il tutto accompagnato da gesti meccanici e nevrotici, fatti con molta naturalezza quasi con trasandatezza, come sempre nei riti indiani.
Pier Paolo Pasolini (L’odore dell’India)

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