Sviluppare software significa passare dallo 0% di conoscenza al 100% dell’informazione. In un team agile la board accompagna l’intero percorso.

Ma se lo sviluppo software è un processo di trasformazione dell’informazione, perché ci limitiamo a spostare dei post-it? Perché le board non tentano almeno di rappresentare questo arricchimento di informazione?

E cosa accadrebbe se ci si provasse?
Siamo proprio certi che rappresentare un flusso di informazione dal backlog alla produzione sia una buona metafora dello sviluppo? E se il modello di board più adeguato fosse completamente differente?

Il talk propone un prototipo di board alternativo e certamente non ortodosso e suggerisce alcune pratiche che potrebbero essere efficaci nella gestione del WIP e del lavoro quotidiano di team.

Nella sua semplicità, una board dovrebbe realizzare un obiettivo molto ambizioso: rappresentare in modo ortogonale Progetti, Task, Persone, Tempo, Stato di avanzamento e WIP. La board dovrebbe visualizzare le regole del team, rinforzandone i principi e amplificando gli effetti delle violazioni.

Quella banale superficie bianca, insomma, rende visibile e governabile un processo intangibile.
Per questo non è secondario che sia basata su una metafora potente.

Perfino eretica, dovesse servire.

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